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Nella settimana dedicata al Festival di Sanremo, l’hotel Miramare Palace Sanremo (http://www.miramarepalacesanremo.com)  una prestigiosa esposizione che può solo essere fruita dai suoi ospiti. Proprio per questo, grazie alla documentazione video e fotografica in progress che sarà presente sul web nei social di coloro che sono coinvolti, sarà possibile ammirare la bellezza delle opere esposte.

“Blu dipinto di blu”, il cui Direttore Artistico è la brava Elena Rede, rappresenta la forza atavica che permetterà a tutti noi di rinascere. Ed è proprio la sua “Era” scultura bronzea di pregio, a materializzare l’ evoluzione di Re Nasci, opera dell’artista presente in permanenza nella prestigiosa location.

Elena Rede (http://www.elenarede.com) ha scelto in questo suo percorso Italo Corrado (http://www.italocorrado.it) e Marika Laganà (Pagina Fb: Atelier Laganà) in collaborazione con l’Associazione Culturale Amici delle Sempiterne, nate in questo periodo con lo scopo di rinascere insieme.(@le_sempiterne https://lesempiterne.wordpress.com/blog-2/ )

 “Era” è la sublime “Regina degli Dei dell’Olimpo, la mia nuova creatura: nuova vita, nuova era, nuova guerriera, nuova vittoria” La Spiritualità mistica di Elena risplende dalla materia grezza che la ispira. Nella realizzazione delle sue preziose opere, una volta da lei plasmate,  elevano al cielo il fruitore in un palpito di liberta’. Lo slancio verso il divino è la sua impronta nel mondo. Un’orma indelebile nell’infinito.

Il tempo dell’artista Rede è quello degli orologi molli di Salvador Dalì, è inesistente, Elena si muove con il battito del suo cuore ed è l’unico a scandire le ore: ogni materia rinasce attraverso la sua arte. Quando Elena si lascia ispirare entra in un mondo parallelo ignoto ai più. Grande creatura.  Era è un’opera che anela alla rinascita, nel bronzo che risplende alla luce del sole della Riviera.

Italo Corrado, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Brera, è un artista concettuale, espressionista-astratto attivo a Milano. Indaga sulle dinamiche percettive in chiave naturalistica e contemporanea, misurandosi con i grandi misteri della psiche. Grazie alla forza dei colori dialoga sulla tela rappresentando, con sprazzi di luce e ombre, le grandi tematiche che indaga l’essere umano. Italo presenta una trilogia intitolata “Oltre confine”.

Marika Laganà è cresciuta nell’atelier del padre, sito nel cuore della Milano di charme, quella del vicolo delle lavandaie, nella romantica cornice dei Navigli. In questo periodo Marika sperimenta un nuovo metodo con la fluid art e la resina epossidica con cui riesce ad esprimere uno stato d’animo che la porta a viaggiare con la mente e con la fantasia.

Tra le opere esposte il cui fil rouge è la forza delle acque, come rivelano anche i titoli  “Plonge in the Ocean” e “Ocean storm”.

Miramare Palace Sanremo (http://www.miramaresanremo.com) hosts the gorgeous exhibition “Blu dipinto di blu” conceived by Elena Rede, Art Director of the stunning event. People may follow the work in progress on the social networks of the artists and of the association.

Elena Rede (http://www.elenarede.com) @elenaredeofficial in this wonderful landscape, an antique Liberty building completely surrounded by sapphire blu in the sea and in the sky with emerald palms, presents her “Era”. “Era” is a bronze sculpture, her brand new creature, Queen of the supreme Gods, inspiring high spirituality, freedom, Renaissance in one word.

Elena Rede decided to propose her exhibition with two Italian artists: Italo Corrado and Marika Laganà. The exhibition is presented with a cultural association named “Amici delle Sempiterne”, born in this period with the aim for a rebirth together. (IG:@le_sempiterne https://lesempiterne.wordpress.com/blog-2/ )

Italo Corrado (https://www.italocorrado.it ) @italocorrado presents some artistic art works with really bright colours, in which Blue becomes the most important nuance. In his artistic path he searches for an inspiring mood in the natural landscape, with the inner attempt to aim at spiritual goals: a total rebirth.

Marika Laganà (Pagina Fb: Atelier Laganà ) @marikalagresinart expresses herself with resin pictures, bright white and light blue representing her inner soul inspired by water. Her deep research concerning materials is really important, it concerns the whole life of one human being.

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COLLEZIONE DONNA 

AUTUNNO-INVERNO 2021-2022 

HOW COOL IS SUSTAINABILITY?  

SOSTENIBILITA’, la parola chiave. 

TERRITORIO, l’ispirazione sempre e da sempre. 

GLAM & DAILY, il filo conduttore di una storia autenticamente green iniziata in casa Herno da oltre un decennio. 

Il racconto per questa nuova collezione donna Herno Globe, Autunno-Inverno 2021-2022, è immerso nell’atmosfera urban-chic e molto green delle cittadine sulle sponde del lago Maggiore, non solo a rimarcare la bellezza del territorio lacustre dove per Herno tutto è partito e tutto ritorna, ma a volerlo “sostenere” concretamente proprio in questi tempi in cui il tema dei piccoli centri, la loro ri-valutazione e ri-promozione è quanto mai attuale e necessaria. 

E poi urbano non è solo grandi città, così tra Stresa e Laveno nascono “fairy tales” di quotidianità lacustre, tra un orizzonte di acqua e verde e il sublime immaginario di un luogo che si pensa solo turistico. E le scene volutamente surreali sono solo lo spunto per un racconto delicato ma focalizzato sulle concrete caratteristiche sostenibili dei capi Globe: immagini all’alba “a pesca di reti”, passeggiate su vecchi tappeti, vecchie coperte da rinfrescare alla finestra di un Grand Hotel, passeggiando nel prato di una villa tra ritratti d’autore di pecore per evitare di trasportarle sul set… 

Nessuna presunzione di dotta creatività, né volti noti di modelli o influencers, solo la perseveranza, per anagrafe, amore ed etica, a ribadire la capacità di studio, di sperimentazione, di caparbietà tutta Made in Lago Maggiore nel presentare una collezione come sempre autenticamente green e oggi sorprendentemente “bella”, nello stile, nelle forme, nei dettagli, negli accorgimenti non solo di design ma anche tecnici che un capo Herno ha insito nel suo DNA. 

Si alternano nel racconto i 7 progetti della collezione Herno Globe: 

_Fast5Degradable, il nylon creato dal filato di poliammide 6.6 Amni Soul Eco®che nella versione 20 Denari è dallo scorso anno un’esclusiva internazionale Herno. Dopo essere stati collocati in discarica, il processo di degradazione anaerobico completo avviene in soli 5 anni rispetto ai 50 del comune nylon, si decompone in materia organica e biogas che contribuiscono a fornire nuove risorse per l’ambiente, oltre che a produrre energia dai rifiuti. I modelli sono un bomber con cappuccio, un gilet e un A-shape, tutti imbottiti in piuma e completamente biodegradabili, accessori inclusi. 

_Regenerated Nylon – Econyl®, nylon riciclato sostenibile 40 denari. Il tessuto è prodotto con filo di nylon riciclato pre e post consumo partendo dalle reti da pesca recuperate dai mari del mondo non più utilizzabili e dai tappeti destinati alla discarica. L’imbottitura di tutti i modelli deriva da piuma rigenerata ricavata da duvet dismessi. Nella selezione due modelli, un maxi coat e un bomber cocoon, con inserti in Animal Friendly Wool

_Recycled Nylon Satin, 100% nylon riciclato e derivato dagli scarti di produzione tessile e da tappeti dismessi. Due i piumini della selezione, un corto e un lungo, entrambi caratterizzati da un avvolgente collo a cratere. 

_Dye-Free Wool, 100% lana merino biologica in colorazione originale, perciò priva di tinture aggiunte, un tessuto realizzato seguendo la tradizione e l’eccellenza del Made in Italy. Due i cappotti, uno maschile e dal fit rilassato ed uno con collo a cratere e manica ¾. 

_Sustainable Wool, una lana made in Italy riciclata al 100%. È il risultato di un processo all’avanguardia di maglieria pre e post consumo, senza l’utilizzo di sostanze chimiche. La produzione di questo tessuto sostenibile, comparato con un equivalente tessuto di lana vergine, migliora l’impatto sull’ambiente: -74,3% di emissione di CO2; -58% di consumo di energia totale; –87,1% di utilizzo di H2O. 

È la prima lana al mondo certificata con uno studio LCA (Life-Cycle Assessment). 

I modelli sono due: un classico cappotto chiuso da zip e un modello a vestaglia con cappuccio. 

_Organic Boiled Wool, Lana biologica certificata GOTS (Global Organic Textile Standard) sviluppata dai principali standard setter per definire i requisiti riconosciuti a livello mondiale per i tessuti organici e riguardanti le condizioni, sia ecologiche che di lavoro, nella produzione di tessuti e abbigliamento che utilizza materie prime prodotte biologicamente. La produzione biologica si basa su un sistema di agricoltura che mantiene e ripristina la fertilità del suolo senza l’uso di pesticidi tossici e persistenti o fertilizzanti sintetici ed include anche gli standard di benessere per la zootecnia e vieta gli organismi geneticamente modificati. I modelli sviluppati sono un cappotto minimal e uno dalla linea oversize. 

_Animal Friendly Wool, lana da allevamenti animal friendly e certificata Mulesing-Free ovvero proveniente da pecore a cui non viene eseguita una procedura chirurgica di routine (Mulesing) atta a creare un’area di pelle nuda e tesa per impedire il decesso delle pecore causato da infezioni da insetti. Di questa lana sono due le proposte: una versione lurex per le due iconiche cappe, e una a manica lunga o corta, variante bouclè check invece per il classico cappotto maschile e per il caban con cappuccio e bordi in maglia. 

BE GLAMOROUS. BE GLORIOUS. BE GLOBE. 

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La Milano Fashion Week Women’s Collection Autunno-Inverno 2021-2022, in programma dal 23 febbraio al 1° marzo, prevede 68 sfilate, 65 presentazioni e presentazioni su appuntamento e 7 eventi per un totale di 140 appuntamenti in calendario.

Saranno presenti per la prima volta nel calendario sfilate Brunello Cucinelli, Alessandro dell’Acqua x Elena Mirò; Del Core; We are Made in Itay (Black Lives Matter in Italian Fashion- Collective); Onitsuka Tiger; Fabio Quaranta; Pierre-Louis Mascia; Maxivive; Dima Leu; Münn; Budapest Select; Alessandro Vigilante; Giuseppe Buccinnà e CHB.

Presenti per la prima volta nel calendario presentazioni i brand Moorer; Gonçalo Peixoto; Alabama Muse; Bacon; Push Button for Fila Korea; Peserico; Yatay; Canadian; OOF Wear; REVENANT RV NT; AC9; Des Phemmes e Nervi. Supportati dal Camera Moda Fashion Trust i brand ACT N°1 Marco Rambaldi.

Quest’edizione della Milano Fashion Week, realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE-Agenzia, si concentra sui pillar di Camera Nazionale della Moda Italiana, attraverso progetti specifici di grande rilevanza. Inclusione, diversità, formazione, sostenibilità, narrazione, digitalizzazione e sostegno ai giovani talenti, sono rappresentati nella settimana della moda attraverso iniziative ad hoc.

In primo luogo, la settimana della moda, si aprirà con un omaggio a Beppe Modenese, Presidente onorario di Camera Nazionale della Moda Italiana, scomparso il 21 novembre 2020. Il video-omaggio è stato curato e diretto da Beniamino Barrese, regista del documentario “La scomparsa di mia madre” presentato al Sundance Film Festival e candidato agli European Film Awards 2019. La produzione è curata da The Blink Fish.

A seguire l’evento digitale “WE ARE MADE IN ITALY – The Fab Five Bridge Builders”, sviluppato dal gruppo di lavoro di Camera Nazionale della Moda Italiana “Black Lives Matter in Italian Fashion”. Il progetto curato da Stella Jean, Edward Buchanan, Michelle Francine Ngonmo e CNMI è focalizzato a celebrare i valori dell’inclusione e della multiculturalità e ha l’obiettivo di mettere in risalto il talento di cinque POC (people of color) talents (Joy ljeoma Meribe – JOY MERIBE; Karim Daoudi – KARIM DAOUDI; Claudia Gisèle Ntsama – GISÈLE CLAUDIA NTSAMA; Fabiola Manirakiza – FRIDA-KIZA; Pape Mocodou Fall alias Mokodu – MOKODU), che avranno a disposizione, per le loro performance creative, la piattaforma digitale e una straordinaria visibilità .

L’impegno di CNMI al sostegno dei talenti emergenti si riafferma attraverso diverse iniziative, tra cui il rinnovo della collaborazione tra CNMI e Rinascente, inaugurata lo scorso settembre, a sostegno dei giovani brand del made in Italy. Nello storico Store di Piazza Duomo, a Milano, sarà allestito un pop-up store per offrire un supporto reale e commerciale, oltre che mediatico, ad alcuni dei nomi più promettenti del panorama della moda nazionale, tra cui Marco Rambaldi; Fantabody; Vitelli; Gentile Catone; Themoirè; Drome; Simona Marziali – Mrz; Melampo; Sara Battaglia; Giannico e Greta Boldini.

Anche per questa edizione, l’evento si potrà seguire su milanofashionweek.cameramoda.it, la piattaforma di CNMI che continua a rendere fruibili i contenuti della Fashion Week in maniera digitale. Saranno trasmesse le sfilate e le presentazioni dei Brand, oltre a diverse stanze tematiche, dedicate ai vari progetti.

Il primo, Designer for The Planet, alla sua seconda stagione, accoglie sei brand emergenti del Made in Italy (Gentile Catone; Gin Salemò; Froy;Traffico; Iindaco; Dassùyamoroso), impegnati sul tema della sostenibilità.

Ritorna anche Budapest Select. Grazie alla collaborazione tra CNMI e Hungarian Fashion & Design Agency, per la quinta volta, 7 brand ungheresi parteciperanno alla Milano Fashion Week, con una sfilata digitale, che verrà trasmessa il 26 febbraio alle 11:00 nel calendario del Live-Stream. Avranno la possibilità di mostrare i loro look in passerella i brand Abodi, Cukovy, Elysian, Kata Szegedi, MERO, THEFOUR, ZIA budapest. Questi saranno inoltre presenti nella stanza Budapest Select della sezione Emerging Designer Hub della piattaforma, insieme anche ai brand NINI e ALMA.

Un’altra novità sarà la stanza dedicata alla valorizzazione delle eccellenze formative italiane, protagonista di quest’edizione è la scuola fiorentina Polimoda, con cui CNMI ha siglato un accordo di collaborazione istituzionale. La prestigiosa scuola presenterà un Fashion Movie ambientato a Firenze dal titolo Human Poetics. Un percorso creativo e uno sguardo contemporaneo verso un nuovo Rinascimento, che vede protagonisti 20 giovani fashion designer in altrettante suggestive location. In scena la diversità, l’inquietudine e le emozioni di questa nuova generazione di creativi della moda, in una delle città più belle al mondo che si identifica come luogo della Rinascita. 

Sulla piattaforma di CNMI verrà inoltre valorizzata la narrazione, attraverso un progetto che per la prima volta coinvolge l’artigianato italiano, con una stanza dedicata. Questa iniziativa, curata da Sara Sozzani Maino, Deputy Editor in Chief Vogue Italia & Head of Vogue Talents ed International Brand Ambassador Camera Nazionale della Moda Italiana, è realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese, e vede protagonista il talento di 5 artigiani: Duccio Mazzanti (Mazzanti Piume  since 1935 -Firenze-), Alberto Bevilacqua (tessuti artigianali  since 1875 -Venezia-), Vivian Saskia Wittmer (scarpe su misura -Firenze-), Marina Rizzini (Bice&Berta maglieria su misura since 1992 -Bergamo-) e Anna Tosi – (Pagliani e Brausser fiori in tessuto e modisteria since 1946 –Verona). Professionisti virtuosi che si presenteranno attraverso delle video interviste: Un modo per riscoprire un’eccellenza tutta italiana, che ha solide basi nella tradizione e nella cultura del nostro Paese. Il progetto si è avvalso inoltre della collaborazione della Fondazione Cologni dei Mestieri D’Arte che da sempre si impegna a salvare le attività artigianali d’eccellenza dalla minaccia di scomparsa.

Anche in questa edizione, la piattaforma digitale ospiterà una sezione dedicata agli Showroom virtuali: multi brand o monomarca. Inoltre, a testimonianza dell’importanza per CNMI di coinvolgere sempre più i buyer nelle attività a supporto dei giovani designer e, considerata l’impossibilità per molti di essere fisicamente presenti a Milano durante la fashion week, saranno organizzati degli incontri virtuali tra i designer e una selezione di operatori provenienti da diverse aree geografiche.

Gli appuntamenti della Milano Fashion Week Women’s Collection saranno amplificati in tutto il mondo, coprendo così in contemporanea tutte le time-zones, grazie ai partner internazionali: Kommersant Publishing House per la Russia; Tencent Video, per la Cina continentale (escluse Hong Kong, Macao e Taiwan) e The Asahi Shimbun, per il Giappone. Mentre, l’OOH streaming partner italiano, Urban Vision, li diffonderà attraverso maxischermi posizionati in punti strategici delle città (Milano: Piazza San Babila; Roma: Via Condotti/Largo Goldoni; New York: Times Square). Sarà inoltre possibile visualizzare i contenuti della Fashion Week in playback su Youtube grazie al video channel partner Fashion Channel.

La Fashion Week verrà inaugurata la sera del 24 febbraio alle 21:00 con il party digitale “CNMI MEETS CLUB DOMANI”, sul profilo Instagram @cameramoda. DJset e performance by Andrea Ratti & Sergio Tavelli and the queens of Club Domani. Si ringrazia il Museo del ‘900 per la location.

Un ringraziamento particolare va ai partner ufficiali di Camera Nazionale della Moda Italiana: DHL, L’Oréal Paris, Mastercard, Wella Professionals, YKK Italia, il media partner Class Editori, il partner istituzionale Comune di Milano ed il wine partner Franciacorta.

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A brand new Renaissance: in the Milan Fashion Week stunning colourful flowers are painted on brilliant silk.
@berberismichi ha creato un bellissimo mazzo di fiori rinascimentale, un tributo alla moda italiana

Un mazzo di fiori freschi rinascimentale 

Quando compongo un mazzo rinascimentale, la mia mente corre istintivamente a  Firenze, agli Uffizi, alla splendida primavera del Botticelli, in cui il maestro fiorentino  riesce a rappresentare ben 40 differenti specie vegetali tra fiori e verde che dipinge  ben 200 volte sulla tela. Iris, ranuncoli, rose, gelsomini, giacinti, margherite, papaveri, fiordalisi, zagare, viole. Un immenso e variegato mondo vegetale di grande  suggestione. Flos, floris, fiore, Flora, la dea romana della fioritura, della primavera rappresentata in quest’opera mi ispira con tutta la sua grazia, leggerezza ed eleganza.   

 @berberismichi – fiori by Michela Coppola

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Chiara Boni apre le porte della sua abitazione milanese, in un video coinvolgente ed emozionale, per presentare la collezione LEISURE FW21-22.

Il video, realizzato da H2B Studio, sotto la direzione artistica di Simone Guidarelli, sarà lanciato, in esclusiva, oggi 24 febbraio tra le presentazioni digitali in calendario durante la Milano Fashion Week, sulla piattaforma di Camera Nazionale Moda Italiana.


“Mi piaceva l’idea di poter brillare in casa, di essere morbide e belle anche facendo una vita più tranquilla. Ho immaginato una donna fluida e attraente perché una donna deve splendere sempre, anche nel quotidiano”.

Chiara Boni descrive così l’essenza della sua collezione LEISURE, un’idea nata durante il primo lockdown, quando la stilista, tra le mura domestiche, ha dato vita ad una prima piccola collezione di capi comfy ma con carattere, sempre nello stile riconoscibile della maison.

Key pieces super performanti: pantaloni palazzo, dalla vestibilità skinny o baggy con elastico in vita o al fondo gamba. Ma anche top essenziali, bluse versatili e bomber da abbinare ai pantaloni oppure ai jeans. Tutti realizzati nell’iconico jersey sostenibile del brand che per la FW21-22 compare in versione glitter, velluto e stampa maschile.

Ecco perché è proprio tra quelle mura domestiche, nel cuore di una Milano sorprendente al tramonto, che Simone Guidarelli ha ambientato il video.  Parla attraverso gli occhi di Chiara Boni che immagina una donna luminosa che abbraccia con fiducia il futuro, in un momento in cui è difficile immaginarlo.

“Sono molto felice di avere realizzato questo video con Simone, non avrei potuto affidarmi a nessun altro per la direzione artistica. Oltre ad essere un grande professionista, è un amico complice e geniale con cui condivido da anni i miei progetti artistici e la creatività delle sfilate di New York.”

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Leu Locati produced stunning handmade bags which charmed Queens and celebrities: they decided to wear them during important historical events Grace Kelly, for instance, had one Locati Petit Point when received a prestigious Award: the Oscar.

@leulocati rappresenta la raffinata eleganza del glamour italiano e lo si nota dalla preziosità nei dettagli. Regine come Elisabetta II e star come Grace Kelly hanno scelto queste pochette di pregio quale must da indossare in serate importanti. Daniele Amato ispira esemplari unici di @manoloblahnik (come “la Capri”) conquistando il jet set americano.
Una preziosità? I fili metallici utilizzati nei prodotti sono ricoperti in oro 24 kt e argento 925 e l’intreccio avviene con telai storici del 1800.
Paolo Amato, amministratore delegato Leu Locati, raccontando i fattori di successo dell’azienda, sottolinea che “La ricerca e l’innovazione sulla struttura dei prodotti negli anni si è rivelata vincente”.

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stelle filanti di chiacchiere

@alessandra_dulcis_in_fundo è una bravissima Instagrammer, molto umile e questa è la sua Forza. Lei propone anche corsi di cucina. Ci ha dato la sua ricetta.

Che delizia!!!

200 gr di farina 00 

20 gr di burro 

40 gr di zucchero 

1 di uovo 

2 cucchiai di limoncello 

1 cucchiaino di essenza di vaniglia 

buccia di 1 di limone grattugiata 

coloranti alimentari 

olio di semi 

zucchero a velo

Preparate la farina a fontana in una ciotola, mettete al centro  uovo, vaniglia, burro, zucchero, limoncello e buccia di limone e mescolate sino ad ottenere un composto omogeneo, quindi copritelo con pellicola e fate riposare a temperatura ambiente per 30 minuti.In seguito dividete in quattro parti uguali il composto.A questo punto fate volare la vostra fantasia e aggiungete un po’ di colorante di colore diverso su ciascun panetto e lavorate, separatamente, ognuno di essi, impastando fino ad ottenere dei colori uniformi.Vi consiglio di indossare guanti usa e getta prima di procedere con il colorante. Stendete l’impasto con la macchina per la pasta, un panetto per volta, partendo da uno spessore maggiore e fino ad arrivare ad uno spessore di circa 2 mm. Preparate delle striscioline e imburrate i tubolari per cannoli (questo passaggio va fatto solo la prima volta). Avvolgete poi una strisciolina su ogni tubolare. Oppure avvolgete le strisce attorno ad un oggetto cilindrico di ferro per creare un ricciolo. Fate friggere le striscioline con il tubo e sollevatele con una schiumarola e poggiatele su carta assorbente ed estraete il tubolare stando attente a non bruciarvi. Magari utilizzate una pinza.Potete servire le stelle filanti subito e aggiungere una bella spolverata di zucchero a velo.Con l’impasto rimasto avvalendovi di uno stampo circolare di piccole dimensioni potete inventarvi dei coriandoli

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Cristina Dicembrino è una creativa che si impegna in diverse attività. Ama i disegni in chiaroscuro in matita sanguigna o carboncino: attraverso il chiaroscuro riesce a esaltare i volumi dei materiali e dello spazio. Le piace realizzare opere con tratteggi e sfumature utilizzando anche la tecnica del puntinismo. Al tempo stesso, ha creato trompe-l’oeil e…un carro di carnevale!!! Infatti la casetta degli spazzacamini che ha sfilato tra le valli è stata decorata completamente da lei. La cultura degli spazzacamini è un fiore all’occhiello soprattutto della cultura lombarda e piemontese, basti pensare che in Valle Vigezzo ogni anno si celebra un raduno internazionale.

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People are used to cook apples for Carnival. For the recipe in English language, please write in direct.
La mela è un ingrediente molto utilizzato nella tradizione del carnevale. @lydiaincucina propone un dolce alternativo

Ingredienti (per 6 porzioni) 
🍁3 mele medie
🍁100 gr di prugne secche denocciolate (circa 12-14 prugne con nocciolo)
🍁60 gr di mandorle sgusciate
🍁1 cucchiaio di malto di orzo (o di riso se intolleranti al glutine)
🍁1 cucchiaio di tahin (crema di semi di sesamo)
 🍁🍂_____________🍂🍁 Preparazione
🍁In un pentolino cuocere le prugne secche con un filo di acqua a fiamma bassa. Controllare di tanto in tanto e aggiungere un po’ di acqua se risultano troppo asciutte. Cuocere per circa 15 min o fino a che non risultano morbide e si sfaldano. Poi con una forchetta schiacciarle e ridurle a marmellata
🍁Fare una cremina con la salsa tahin, il malto e qualche cucchiaio di acqua. Se la crema risulta troppo densa, aggiungere ancora qualche cucchiaio di acqua
🍁Ridurre le mandorle a granella grossolana
🍁Lavare bene le mele. Tagliare ciascuna mela a metà e con un coltellino a punta eliminare il torsolo
🍁Disporre le mezze mele su una teglia ricoperta da carta da forno. Procedere riempiendole con qualche cucchiaio di prugne secche, poi un cucchiaio di cremina di tahin e terminare con la granella di mandorle
🍁Infornare a 170 gradi per circa 40 minuti
🍁Servire tiepide e … Buon Appetito!

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I fiori hanno sempre caratterizzato il carnevale milanese d’antan. Si dice che fu splendido anticamente: durante le feste in strada si usavano lanciare arance, pomi, fiori ed uova. L’ Architetto Michela Coppola, (@berberismichi) geniale ed eclettica, crea con estro di creare abbinamenti tra cromie particolari i suoi centrotavola carnevaleschi.  Milano nell’800 festeggiava il carnevale con fiori degno di una città di Riviera.

Nel 1885, ad esempio, il centro venne trasformato nell’allegoria delle quattro stagioni. Per l’inverno via Montenapoleone venne decorata con nudi gelsi spruzzati di neve realizzati con bambagia e naftalina e per la primavera Corso Vittorio Emanuele sfoggiò archi di trionfo con fiori autentici e di carta. Era uso mettere in scena anche una mascherata da porta Ticinese con molta gente, in parte a piedi, in parte a cavallo e sopra carri allegorici, da cui si lanciavano piume e anche fiori. A Milano esisteva anche una società del carnevale o dei Meneghini che veniva supportata dal comune per allestire sfilate e cavalcate allegoriche, mascherate e bande musicali tra le vie di Porta Venezia, di Porta Nuova, luoghi in cui venivano organizzati carri e barconi da gioventù elegante che usava gettare alla folla fiori ed arance. Talvolta il carnevale a Milano terminava con un veglione alla scala noto al mondo elegante con feste pubbliche e private che duravano fino alla mezzanotte, quando in piazza del Duomo veniva bruciata l’effigie del carnevale. I fiori in Italia sono un fil rouge:  erano molto presenti anche nel Carnevale di Venezia ed addirittura si usava presentare al Doge un mazzo di fiori e una poesia. 
Alcune informazioni sono tratte dal Dizionario di Americo Barberi del 1872

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L’ Associazione Gli Amici delle Sempiterne festeggia on line il carnevale sui suoi social network come Instagram @le_sempiterne o facebook Le Sempiterne. Il fascino intramontabile della laguna veneziana si abbina spesso alle figure mascherate che ne hanno popolato per secoli i canali durante il carnevale. Micaela Iuvale’ di http://www.romycreazioni.com ama la sua professione e con grande passione si dedica da tempo alla realizzazione di maschere in cartapesta che vengono dipinte a mano, impreziosite con oro, piume, pietre dure. “Il rispetto della tradizione e la continua ricerca mi spingono a creare un prodotto unico. Ci piace tornare indietro nel tempo, quando le differenze di classe sociale, di sesso e di carattere scomparivano nella grande illusione del carnevale e ci si salutava con un ‘Buongiorno siora maschera’.La figura del mascherato si diffuse soprattutto nel settecento veneziano. Per produrle si parte dalla carta, come quella di giornale, che viene pestata con un mortaio e trattata con acqua ed altre tecniche per essere ammorbidita. Successivamente, occorre avere uno stampo per dare la forma alla poltiglia ottenuta. Questo stampo sarà di materiale diverso, dal rame alla gomma, per ottenere l’effetto desiderato.

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LAB 20.21 – UNCONVENTIONAL IDEAS

LAB 20.21, in via Cesare Battisti n°7 a Cortina d’Ampezzo, è uno spazio espositivo e di vendita delle eccellenze artigianali, hub di eventi ed idee e sede delle riviste Cortina Magazine e Atelier.

Lab 20.21 rappresenta il rinnovato desiderio di futuro e di unicità di Cortina d’Ampezzo, in vista dei Campionati Mondiali di sci alpino del 2021 e delle Olimpiadi invernali del 2026; non vuole proporsi come un negozio, ma come un accentratore di eccellenze, dove realtà di alto artigianato, per lo più Made in Italy hanno uno spazio espositivo e di vendita nella Regina delle Dolomiti.

L’hub al civico n°7 di via Cesare Battisti è dunque un laboratorio di idee e progetti, di eventi e vernissage, di incontro e aggregazione, dove artigiani locali insieme ad aziende internazionali, designer italiani e stilisti cosmopoliti, artisti e mercanti d’arte espongono le loro creazioni e prodotti, per far conoscere e riconsegnare a Cortina le eccellenze di nicchia, riportando in auge professionalità, artigianalità e raffinatezza. 

L’attività di Lab 20.21 è sempre supportata dalle riviste Cortina Magazine e Atelier, di proprietà del gruppo. Lo spazio ospiterà presentazioni di libri, mostre temporanee, speach di design e di attualità, in un contesto materico dove gli elementi naturali tipici dell’architettura ampezzana, come legno, pietra e ferro battuto, fanno da quinta all’esposizione delle eccellenze provenienti da tutto il mondo. 

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ricetta del migliaccio di @lydiaincucina

Oggi vorremmo riproporvi questa bella ed antica ricetta della nostra tradizione in versione tutta vegetale e naturale, di @lydiaincucina (www.naturaincucina.com – natura in cucina ricette naturali su Facebook)

Ricetta
120 gr di miglio
70 gr di datteri
Vaniglia e cannella, scaglie di cocco
Il succo di mezza arancia
un pizzico di sale marino integrale

Procedimento
Lavare molto bene il miglio fino a che l’acqua non risulti limpida.
Mettere il miglio in una casseruola con 4 parti di acqua (utilizzare una tazza per pesare il miglio e calcolare la quantità di acqua in volume).
Aggiungere il succo di arancia, la cannella e la vaniglia.
Portare a bollore con un pizzico di sale. Abbassare la fiamma al minimo, coprire con un coperchio e lasciare cuocere per 25-35 minuti (o fino ad assorbimento dell’acqua).
Nel frattempo mettere i datteri in ammollo.
Quando il miglio sarà cotto e completamente sfaldato, lasciare intiepidire
Con un frullatore ad immersione ridurre in crema.
Assaggiare e se non è troppo dolce, aggiungere qualche dattero.
Mettere il composto in una teglia rotonda, lasciare raffreddare e riporre in frigo tutta la notte. Servire decorando con scaglie di cocco.

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Cortina d’Ampezzo, la Regina delle Dolomiti, complici i mondiali di sci, presenta al mondo alcune eccellenze della tradizione italiana.I tessuti antichi, ad esempio, sono quelli che esaltano la genialità  delle nostre radici. Questi intrecci spesso impreziositi di ricami, vengono tramandati con cura di mano in mano, dalle nostre nonne che con amore li hanno saputi conservare quali memoria di un passato che ci contraddistingue  come un must internazionale nel buon gusto dell’arredo. E Cortina rappresenta in questo momento questa dimensione glam presso la sede di Cortina Magazine e di Atelier Magazine. Grazie a Maria Cristina Roncali e a Ines Maiolino, la nostra tradizione dei tessuti d’antan rivive e riprende forma con stile. Fait Maison ha la loro impronta: la passione per le radici le ha condotte per mano a creare alchimie da materiali che raccontano storie diverse. Ognuno la sua con la propria unicità. Un esempio?Tra i loro tessuti, preziosità a telaio artigianale datati dal 1800 fino agli anni ’50, prodotti con canapa o lino.Le stoffe di un tempo arredano ancora con raffinata eleganza e praticità e ci presentano al mondo in questa grande opportunità che sono  i campionati del mondo di sci alpino.Lab 20.21 a Cortina ospita questi complementi raffinati con il rinnovato desiderio di futuro e di unicità della Regina delle Dolomiti, durante i Campionati Mondiali di sci alpino del 2021 e delle Olimpiadi invernali del 2026; lo spazio è un vero e proprio accentratore di eccellenze, spesso presentate anche su Cortina Magazine e Atelier Magazine, per restituire a Cortina l’allure dei vecchi tempi.
 #roadtocortina2021

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10 febbraio e 10 marzo 2021

Prosegue la collaborazione

tra Comune di Parma e Premio Strega

In programma due webinar per riflettere, insieme a grandi nomi del panorama culturale e letterario italiano, tra cui i vincitori delle ultime tre edizioni del Premio Strega, sul futuro della cultura e sulla fortuna del romanzo nel nostro paese.

Dopo il successo riscosso dall’incontro con i sei autori finalisti del Premio Strega 2020, tenutosilo scorso giugno al cinema Astra di Parma, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Parma rinnova la collaborazione con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci promuovendo due webinar gratuiti, nell’ambito di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21,che invitano il pubblico a prendere parte a due riflessioni di estrema attualità insieme a grandi nomi del panorama culturale e letterario italiano.

Il primo appuntamento in programma mercoledì 10 febbraio alle ore 18, dal titolo «La realizzazione degli eventi culturali dal 2020 al 2021. Cosa abbiamo guadagnato dal cambio di prospettiva obbligata», vedrà il giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio3 e presidente del Centro per il libro e la lettura dialogare con il Presidente della Fondazione Bellonci – Premio Strega Giovanni Solimine e con Laura Valente, Presidente Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee – Museo Madre di Napoli sull’impatto che la pandemia e le misure governative emergenziali hanno avuto sul mondo dell’arte e della cultura. Gli eventi culturali si sono adattati ai tempi e alla restrizione e gli operatori culturali hanno tentato di presentare un’offerta alternativa ragionando giorno per giorno su nuove modalità di comunicazione, realizzazione di eventi e creazione di contenuti. Quale è il bilancio a distanza di un anno? Che cosa abbiamo guadagnato da questo cambio di prospettiva obbligata? A coordinare l’incontro sarà Sabina Minardi, giornalista culturale de L’Espresso.

Il secondo webinar «Il grande romanzo italiano come strumento di amplificazione della realtà. I vincitori del Premio Strega Helena Janeczek, Antonio Scurati e Sandro Veronesi» si terrà mercoledì 10 marzo alle ore 18 e vedrà i vincitori delle ultime tre edizioni del Premio Strega – Helena Janeczek, Antonio Scurati e Sandro Veronesi – interrogarsi su come il genere romanzo, muovendosi tra passato, presente e futuro, sia in grado di mettere in luce idee, sogni e miti dell’uomo contemporaneo. Alessandra Tedesco, giornalista culturale di Radio24, coordinerà il dibattito.

I webinar saranno trasmessi sul canale YouTube di Città di Parma, https://www.youtube.com/user/comuneparma

Marino Sinibaldi è un giornalista italiano. In Rai ha condotto Fine secolo, Lampi, Senza rete, Supergiovani, Tema. È stato vicedirettore del GR3 e ideatore e conduttore della trasmissione Fahrenheit su Rai Radio 3. In Italia ha pubblicato: Pulp. La Letteratura nell’era della simultaneità (Donzelli, 1997) e Natalia Ginzburg: È difficile parlare di sé. Conversazione a più voci condotta da Marino Sinibaldi (Einaudi, 1999). È direttore di Radio 3 e presidente del Centro per il libro e la lettura.

Giovanni Solimine, esperto di biblioteconomia e studioso di problemi del libro, dell’editoria e della lettura, è professore ordinario di Biblioteconomia e di Culture del libro, dell’editoria e della lettura, presso l’Università di Roma La Sapienza, dove dirige il Dipartimento di scienze documentarie, linguistico-filologiche e librarie e geografiche. È autore di numerosi saggi, studi e ricerche. Nel 2020 ha pubblicato presso Laterza La cultura orizzontale, con Giorgio Zanchini. Dal febbraio del 2017 è presidente della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci.

Laura Valente, giornalista professionista, manager specialista nel settore delle imprese culturali e delle performing arts. Musicologa, esperta di danza e di arti performative per varie testate nazionali e internazionali (ha collaborato con i migliori magazine di settore, da “Opera a the Classic Voice”, da “Il Giornale della Musica a il Mattino” e “il Manifesto”) e sulle pagine di “Repubblica”, del “Venerdì” e “D” fino al 2015, prima di essere chiamata dal “CorrieredelMezzogiorno/CorrieredellaSera” anche in un ruolo manageriale. Da febbraio 2018 è presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Museo Madre di Napoli.

Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. È autrice di Lezioni di tenebra, (Premio Bagutta opera prima 1997), Le rondini di Montecassino (Premio Napoli, Premio Sandro Onofri e Premio Pisa 2010), e La ragazza con la Leica, (Premio Strega e Premio Bagutta 2018).

Antonio Scurati è nato a Napoli nel 1969, vive a Milano. Docente di letterature comparate e di creative writing all’Università IULM, editorialista del “Corriere della Sera”, saggista e scrittore, ha vinto i principali premi letterari italiani. Esordisce nella narrativa nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia, a cui seguono Il sopravvissuto (Premio Campiello 2005), Una storia romantica (Premio SuperMondello 2008), Il bambino che sognava la fine del mondo, La seconda mezzanotte, Il padre infedele, Il tempo migliore della nostra vita (Premio Viareggio-Rèpaci 2015) e M. Il figlio del secolo (Premio Strega 2019), primo romanzo di una tetralogia dedicata al fascismo e a Benito Mussolini, di cui nel 2020 è uscito il secondo volume M. L’uomo della provvidenza.

Sandro Veronesi è nato a Firenze nel 1959. È laureato in architettura. Ha scritto romanzi, reportage e raccolte di racconti, tra i quali: Per dove parte questo treno allegro, Gli sfiorati, Occhio per occhio. La pena di morte in quattro storie, Cronache italiane (Premio Bergamo 1993), Venite venite B-52, Live, La forza del passato (Premio Viareggio e Premio Campiello 2000), Caos calmo (Premio Strega 2006), Baci scagliati altrove, Viaggi e viaggetti, Terre rare, Un dio ti guarda e Il Colibrì (Premio Strega 2020). Ha scritto per numerosi quotidiani e riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera”.

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Una collezione che cattura come uno splendido dipinto. Il breve video si sviluppa in uno scenario che pare riprodurre un’opera d’artista. Le nuances del quadro sono cromie dal verde bottiglia al terra di Siena. I protagonisti creature che sanno di eternità… Forse è l’umanità odierna che vorrebbe conoscere il suo destino…Lo stile è elegante e Glam, una griffe che propone un uomo sportivo dal look curato che in alcuni capi mostra l’influenza degli anni ’70/’ 80. Insomma Vaderetro dimostra di concepire le arti come un Uno e le fa vibrare all’unisono. E adesso attendiamo le passerelle femminili con grande interesse…

Nel capitolo terzo La Bonne Aventure parla anche di Vaderetro che converge prêt-à-porter e arte, poiché il marchio collabora con un pittore italiano, G.Golia, su un esclusivo dipinto olio su tela“one of”. L’opera d’arte ispirata alla fine del 1800 dal titolo “Ho visto dei zingari felici”, sintetizza la storia della collezione, diventandone l’essenza.


A little anachronistic, a little old-fashioned, Vaderetro is both anti-modern and thoroughly retro-garde.* Vaderetro is not a brand; it is an art de vivre. We spread arts, cultures, and subcultures through our unique and diverse clothing style.
This is not fashion. We refuse a temporary ideal, ephemeral fashion, choosing a pro-authenticity – anti-product ethos instead. Vaderetro transcends race, gender and age to transmit an effortless, genderless, headacheless vision of apparels. As a time machine, we select, rediscover and rethink what once were wardrobes essentials. In that sense, we are neither old nor new. Instead, we create the new out of the old. We strongly believe that the past is the present’s future; creation always has an inspiration behind. We are born and nurture ourselves from one precise emotion: nostalgia. Every season we reborn from our own ashes into another zeitgeist.
Vaderetro, after all, is a kind of rebellion: a touch impertinent and a touch eccentric. We celebrate
individuality and self-creation resisting a world of uniformity that comes with picking mass-
produced garments off a rack. Vaderetro is the power of choosing to be you, accepting your
uniqueness and acknowledging that you don’t need to be the whole to be part of the whole.
CHAPTER 3: LA BONNE AVENTURE ENG
The new Vaderetro chapter stems from the origin of the brand creation itself: the travel. The
designers have travelled and lived around the world ,from the United-Kingdom to France, from
Morocco to Chile, reaching a current location in Italy, longing for the next destination.
The source of inspiration of the season is one of the most important minority groups in Europe
namely: The Roma people. Chapter III named “La Bonne Aventure” takes root in the French
expression “Diseuse de Bonne Aventure”; in English: fortune-teller in reference to the mystic yet
potent figure of the Roma women reading strangers’ future.

The designers gathered their own personal experience as citizens of the World with these
mesmerising nomads and never-ending travellers in the hope to transmit a powerful message: Trust
the path, chase freedom, carve your own destiny.
Vaderetro guideline for this A/W collection follows the Roma process to create their own culture:
bringing together all the cultures of the countries they visit and taking from these cultures what suits
the most to the ethnic group they belong to. The garments channel this fascinating miscellaneous of aesthetics, traditions juxtaposed with heritage to transcend fashion trends, to create an eternal style.
From long skirts and dresses to structured blazers and gangster-loose pants layered with heavy
knits, the overlay is key and builds further harmony to the full looks. This season, Vaderetro
introduces “Vade-recycle”; a permanent capsule that is and will in the future be dedicated entirely to garments crafted from dead stock fabrics and vintage dead stock accessories.
Chapter III: La Bonne Aventure is also about Vaderetro converging ready-to-wear and art, as the
brand collaborates with an Italian painter, G.Golia on an exclusive “one of” oil on canvas painting.
The late 1800’s inspired oeuvre-d’art entitled “I caught a glimpse of happy gypsies”, synthesises the guideline of the collection, becoming its essence.
ITALIANO
Il nuovo capitolo di Vaderetro nasce dall’origine stessa della creazione del brand: il viaggio. I
designer stessi hanno girovagato e vissuto per il mondo dal Regno Unito alla Francia, dal Marocco
al Chile, raggiungendo l’attuale dimora in Italia, desiderosi della prossima destinazione.
La fonte di ispirazione della collezione è uno dei gruppi minoritari più importanti in Europa,
ovvero: il popolo Roma.
Il terzo capitolo denominato “La Bonne Aventure” affonda le sue radici nell’espressione francese
“Diseuse de Bonne Aventure”: la cartomante, in riferimento a questa figura mistica e potente,
capace di predire il futuro a chiunque incrocino sulla propria strada.
I designer hanno unito la loro esperienza personale come cittadini del mondo con la storia di questi
affascinanti nomadi, viaggiatori senza fine, nella speranza di trasmettere un messaggio potente:
fidati del percorso, insegui la libertà, ritaglia il tuo destino.
Per la collezione Autunno Inverno 2021, Vaderetro approfondisce e reinterpreta il processo grazie al
quale la comunità Roma è stata in grado di creare una propria forte identità, sia morale che visiva:
riunire tutte le culture dei paesi che gli hanno fatto da “genitori adottivi”, attingendo e riadattando
dalle culture stesse ciò che si sposa al meglio con i loro fondamenti morali, religiosi, artistici,
musicali etc.
Gli indumenti canalizzano questa affascinante miscellanea di estetica, tradizioni giustapposte al
patrimonio per trascendere le tendenze della moda, per creare uno stile eterno. Da gonne lunghe e abiti, a giacche strutturate e pantaloni larghi stile gangster uniti a strati di heavyweight knitwear :la sovrapposizione è fondamentale e crea ulteriore armonia per il completamento dei look.
In questa stagione, Vaderetro introduce “Vade-recycle”; una capsule permanente che è e sarà in futuro dedicata interamente a capi realizzati con tessuti dead stock e accessori vintage dead stock.

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Il sole della speranza filtra dalle vetrate di una stupenda location Milanese in cui Etro ci accompagna in un mondo d’incanto in cui l’essere umano si inebria di luce. E la emana con la complicità di camicie dalle nuance naturali chiare che talvolta si abbracciano tra loro in alchimie protettive. L’uomo dietro indossa cromie esaltate da accessori eleganti e raffinati. Stoffe pregiate tricot di classe confermano uno stile sempre regale che contraddistingue questo brand. Ritornano i Borselli, accessori degli anni 70 rivisitati come una pochette o una tracolla. Al termine la sfilata esce in una strada Milanese e l’uomo entro arriva tra di noi…rebirthing!

Iconoclasta, anticonformista, personale. La collezione maschile per la stagione Autunno Inverno
2021/22 lancia un messaggio di speranza e fiducia: perché il sole torna sempre a splendere dopo la
tempesta.
Kean Etro, Direttore Creativo della linea ETRO Uomo, abbraccia uno spirito ottimista e gioioso
per dare vita a una collezione che inaugura un nuovo capitolo per il brand, in cui ETRO riconsidera
e ridefinisce il proprio ruolo nei confronti del consumatore di oggi.
Un senso di libertà imperversa nella collezione, in cui le regole imposte vengono rotte per creare un
nuovo vocabolario, fresco e immediato, di pezzi iconici da mixare con una certa dose di spensierata
sfrontatezza: le barriere tra il giorno e la sera cadono, mentre funzione ed estetica si fondono.
Dopo il lungo confinamento, è tempo di tornare alla vita vissuta con un certo estro e una buona
dose di entusiasmo. In questo rinnovo ecletticismo, dinoccolato e spontaneo, tutto ciò che è
divertente e ironico incontra l’elegante e il sontuoso in un mix di high e low, casual e sofisticato.
Impeccabili blazer con dettagli rubati alle divise di ufficiali gentiluomini e cappotti vestaglia in
materiali preziosi sono indossati sopra colorate anorak arricchite da discreti motivi Paisley. Maglie
in lana riciclata trovano posto accanto a camicie dai colletti in tessuti d’archivio pensati per le
fodere, mentre il logo Pegaso campeggia su bomber e maxi felpe.
L’appeal cool e street di pantaloni in denim stampato con motivi cashmere è controbilanciato
dall’eleganza sartoriale di capotti cammello e completi doppio petto dalle silhouette fluide e
disinvolte.
Piping di ispirazione loungewear arricchiscono le camicie; le giacche trapuntate sono realizzate in
tessuti d’arredamento ETRO; bande logate dal look vintage corrono lungo gli sportivi track pant
in nylon.
Il gioco di contrasti caratterizza anche la selezione di scarpe, in cui allacciate e mocassini classici
decorati da borchie si alternano a sneaker patchwork con stringhe in colori fluo. Mandala e motivi
Paisley caratterizzano gli zaini e le borse a tracolla con tasche applicate per portare con sé ciò che
occorre per affrontare le sfide della vita quotidiana.
A coronamento della collezione, gilet in mohair e lana vergine, nelle tonalità fluo del blu, giallo e
rosa, sono i protagonisti di una capsule unisex see now-buy now, disponibile da subito su etro.com.

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La sfilata è adrenalinica, dai colori molto forti, che richiamano le montature di occhiali anche con lenti in tinta, quasi a indurre l’essere umano a rafforzarsi con l’energia della cromia pura.

Una bellissima esperienza.

What is normal today, insiste una voce femminile. Non una domanda, ma una considerazione.
What is normal today, alla maniera di FENDI, naturalmente. La voce, infatti, è di Silvia Venturini Fendi, ed è intessuta ai suoni del brano creato da Alessio Natalizia – Not Waving che fa da colonna sonora.
Nella dimensione serrata e ritmata di un videoclip, con il director’s cut di Nico Vascellari, ciò che è normal today si rivela tra gli estremi della realtà e della surrealtà, che è poi la condizione attuale ed elastica del vivere:
in costante multitasking, mentre ciascuno non è più uno ma tanti. Senza soluzione di continuità: dentro e fuori, leisure e business, sonno e veglia, sogno e realtà. Un’ode al normale inteso come classico, elegante, avvolgente, senza tempo, intensamente tattile, funzionale, modulare, in una palette di colori sobri e neutri: giacche e cappotti che occasionalmente rivelano la costruzione attraverso lampi e aperture o sono completamente reversibili; giacche-camicia, maglie componibili; camicie pigiama, pantaloni di maglia;
bermuda trapuntati.
Gli scarabocchi indecifrabili di Noel Fielding – è un animale o una linea, un umano o una macchia di colore? –
si moltiplicano in stampe, in intarsi su montone e pelliccia, conducendo progressivamente ad una esplosione energetica e vitaminica di colori e volumi: imbottiti, trapuntati e coloratissimi, vestaglie, pigiama e anorak di seta tecnica con il piping, come fossero loungewear, preparano per una camminata sull’arcobaleno, o sul divano. L’uomo normale diventa fantastico a seguito di una corroborante cromoterapia.
Gli accessori sono un omaggio al mondo del travel, surrealmente fuori taglia: Baguette dalla linea squadrata e la metalleria smaltata in nuance, Peekaboo come mini-bauli, zainetti come mini trolley e poi borse a mano come packaging. Gli stivaletti si scompongono, diventando pantofole nel passaggio da fuori a dentro.

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Anche con Federico Cina si assiste ad un ritorno al tessuto morbido, le cui nuance della sfilata si macchiano solo di rosa. Una speranza verso un domani migliore. Su alcune camicie dettagli di viaggio, cartine geografiche che testimoniano un desiderio di Libertà ora negata.

Il ritorno al passato si trova nelle ampie tasche e nella leggerezza di un comfort che lascia l’amore verso lo slim che avevamo Negli scorsi anni.

Ma sono i dettagli che ci riportano allo spirito di rinascita, come il grappolo d’uva d’argento, che prende il posto della cravatta, dell’orecchino, che viene raffigurato sulla maglieria.

“Ricordo ancora il profumo dell’uva appena appena
raccolta” questo l’incipit di Federico Cina che oggi ha presentato ‘A EMILIA’ FW21/22.
Federico Cina nasce a Sarsina, in un piccolo paesino di appena 3000 abitanti, nel cuore
della Romagna in provincia di Forli-Cesena.
Artigianalità, Sostenibilità e Umanità
FEDERICO CINA è un brand fondato nel 2019 che ha come principale ambizione quella di
portare in passerella look raffinati ed eleganti che descrivono l’essenza romantica della
storia e della cultura Romagnola.
Il primo capitolo della storia di FEDERICO CINA inizia nel Gennaio 2019, quando debutta
in sfilata con la collezione Autunno/Inverno 2019 “Romagna Mia” in Altaroma e prosegue
nel Luglio dello stesso anno, con la vittoria del concorso “Who’s On Next?”, presentato da
Vogue Italia e AltaRoma, con la collezione Primavera/Estate 2020 “Mi Sono Innamorato Di
Te”. Nel Gennaio 2020 presenta la Collezione Autunno/Inverno 2020 “I Bei Tempi” in
Altaroma e, infine, per la prima volta debutta alla Milano Fashion Week Digital con la
collezione “Corpi e Luoghi” a Luglio 2020.
All’interno delle collezioni emergono profondi riferimenti alla terra d’origine del giovane
designer: la storia e la cultura romagnola rendono unica l’estetica del marchio, grazie ad un
continuo dialogo fra generazioni del passato e generazioni del presente. Lo spirito del
brand è costantemente avvolto da un’atmosfera nostalgica e sentimentale: una profonda
sensibilità volta a valorizzare l’aspetto artigianale, reinterpretando la tradizionale silhouette
maschile attraverso un nuovo concetto di eleganza.
“Essere sostenibili, per noi, significa supportare l’ecosistema Romagnolo – spiega Federico

  • creando benessere e opportunità per le imprese, gli artigiani e le persone della nostra
    terra. Siamo convinti che la Romagna, la quale ci ha trasmesso tanta ispirazione e valori,
    debba beneficiare dei nostri risultati e debba essere completamente coinvolta nel processo
    di sviluppo del brand. Per farlo, abbiamo deciso di mantenere la nostra sede in Romagna,
    dove produciamo i nostri capi con i tessuti locali. Questo – conclude il Designer – ci
    garantisce di mantenere un elevato standard di qualità, supportando allo stesso tempo gli
    artigiani locali e garantendogli un maggior benessere.”
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L’uomo di Eleventy si esprime nel mondo con parole chiave quali simplicity, relax, inspiration. La sua è una semplicità che fa stare bene e si nota anche attraverso l’utilizzo di cromie neutre come il color cammello, la tonalità dei grigi, il bianco, il blu che cedono il passo nelle nuance più accese solo nello scozzese o nei dettagli delle pochette. Nella sua sfilata si assiste ad un uomo che ama ancora il dettaglio elegante come la cravatta oppure la suddetta pochette ma, al tempo stesso, apprezza giocare con il comfort abbinato allo Stile; quindi abbina un completo di velluto ad una felpa con cappuccio e questo dettaglio dei cappucci ritorna anche nel Montgomery così in voga anche anni fa. Un ennesimo richiamo alla moda dei paninari anni ’80 che si ritrova sia nei giubbotti di piumino che nel risvolto ai pantaloni, un vero e proprio must per la moda di quel periodo.

ELEVENTY UOMO AUTUNNO INVERNO 2021-22

LA NUOVA ELEGANZA RIFLESSIVA

Marco Baldassari: “È un’eleganza pensata per sé stessi; è un nuovo modo di pensare e di essere nel mondo che cambia e si rinnova.”

Un uomo moderno, dinamico, sportivo, che cerca il “suo” stile guidato da una nuova consapevolezza di sé stesso e del significato del bello.

È il nuovo concetto di ELEGANZA RIFLESSIVA proposto da Eleventy per la stagione autunno-inverno 2021-22.

È un’eleganza pensata per sé stessi; è un nuovo modo di pensare e di essere nel mondo che cambia e si rinnova. È questo il senso della nuova Eleganza Riflessiva, simbolo della nostra contemporaneità, rivolta a uomo che desidera stare bene con sé stesso e che, ispirato a migliorare la sua vita anche quando si veste, disegna la sua naturale eleganza, tra estetica e funzionalità”, spiega Marco Baldassari fondatore e direttore creativo uomo del Gruppo Eleventy

Semplicità, relaxing, inspiration riflettono l’identità della nuova collezione uomo AI 21-22 dove comfort, qualità, estrema ricerca, cura nei dettagli sono protagonisti. La scelta dei tessuti, esclusivi ed elaborati, è stata pensata per un abbigliamento indoor, prediligendo i pesi leggeri adatti anche in smart working.

Sono speciali, unici e al di sopra di ogni moda, i capispalla leggeri e sfoderati reversibili, in tessuti “doppi apribili” che richiedono mediamente 14 ore di lavoro delle sapienti mani artigiane di Eleventy, orgoglio del saper fare italiano.

Alternativa a quella formale, le giacche sono interpretate da camicie-over o sono confortevoli in maglia, ma trasmettono pur sempre uno stile professionale.

Le silhouette assumono volumi più morbidi per un comfort maggiore. Le pinces nei pantaloni sono un must have, così come i pantaloni jogger e i denim sartoriali.

La maglieria esalta gli aspetti materici e segue la tecnica senza cuciture, riducendo gli scarti in una logica di sostenibilità.  Mani soffici e gonfie ma leggere per maglie in lana-cashmere a trecce, poi garzate e pettinate, abbinate a dettagli tennis a contrasto di peso. E i bomber zip a coste sono garzati e doppiati internamente con maglia finissima, risultato di un’attenta ricerca e cura nei dettagli interni.

Le felpe tricot senza cuciture in cashmere riportano ad intarsio le parole fondamentali del brand.

MOUNTAIN RESORT CAPSULE

Una capsule pensata per la stagione più fredda e per la montagna che, pur sportiva, trasmette un lusso sofisticato: preziosi montoni, maglie in lana e cashmere con lavorazioni a trecce, giubbini e gilet in nylon imbottito, e tanti accessori ricercati che completano la proposta.

COLORI

Una palette ricercata di tinte naturali: dai nuovi toni di panna, dal miele, dal grigio cenere da accostare a colori soft come il “coccio”, il geranio polveroso e il giallo zafferano.

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The (RE) SET

(RE)TAILORING THE MODERN MAN.

Una sfilata dai toni attuali in cui ognuno di noi si ritrova, nelle cromie dei vestiti, nel grigiore della solitudine di paesaggi urbani semideserti. Una sfilata specchio di una realtà. Gli outfit sono Glam con un occhio di riguardo al comfort. Lo stile di Zegna è inconfondibile. Iconico. Eleganza allo stato puro, classe in ogni sua proposta.

Alessandro Sartori a fine sfilata propone la giusta riflessione riportandoci alle nostre radici per ripartire. E anche per me è un ritorno al passato, poiché la sfilata in parte si è svolta nel Campus di quel prestigioso ateneo che è l’Università Bocconi, in cui lavorammo mio zio, docente universitario, con mia madre ed io nel personale tecnico amministrativo. Emozione pura.

Lascio spazio alle parole di Sartori.

“We are all experiencing a new reality concerned with new needs, which lead us to previously unseen lifestyles and attitudes. It Is precisely at a time like This, when everything Is under discussion that we, at Zegna, have decided to (Re)set.

We have looked at our roots to (Re)interpret our style codes and (Re)tailor the MODERN MAN.

Outdoor and indoor come together and a new way of dressing takes hold, where comfort and style blend to create a new aestetic.

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Pistoia – Dialoghi sull’uomo

dodicesima edizione dal 18 al 20 giugno

Tema del 2021: Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire

Nuove date per la dodicesima edizione del festival di antropologia Pistoia-Dialoghi sull’uomo che quest’anno si terrà da venerdì 18 a domenica 20 giugno, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (www.dialoghisulluomo.it).

I Dialoghi riprendono il loro cammino di conoscenza e di approfondimento sui temi di antropologia del contemporaneo, dopo la scorsa edizione svoltasi necessariamente con incontri tutti on-line, che pur hanno riscosso un grandissimo successo, raggiungendo un pubblico di mezzo milione sui canali social del festival con circa 100.000 visualizzazioni delle videoconferenze.

Nel 2021 l’obiettivo, e la ragione dello slittamento di data vista l’attuale contingenza sanitaria, è tornare nelle piazze e nel centro storico di Pistoia per proseguire il confronto fra pubblico e grandi pensatori italiani e stranieri sul percorso, iniziato 11 anni fa, di un impegno culturale e civile, volto a comprendere meglio come convivere in una società complessa quale la nostra. Gli organizzatori auspicano di ricreare e rivivere quel clima di festa che solo il condividere e il ritrovarsi insieme genera. Lo si farà senza abbandonare la strada aperta grazie alla tecnologia di potersi collegare anche a distanza.

Il tema del 2021 sarà “Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire”. È stato questo anelito di ricerca a caratterizzare l’intera evoluzione del genere umano. Dalle esplorazioni della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza di andare al di là del qui e ora della quotidianità, alla ricerca di forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica.

Gli incontri della nuova edizione dei Dialoghi sull’uomo vedranno avvicendarsi studiosi di diverse forme di spiritualità religiosa, che spiegheranno la tensione a trascendere la vita terrena, al fianco di scienziati che esplorano la materia, alla ricerca di una chiave di comprensione della vita, di viaggiatori ed esploratori che tentano di superare i limiti e i confini, così come di artisti e studiosi d’arte, per comprendere cosa li spinge a creare nuove realtà.

Il festival richiama nella scelta del tema i festeggiamenti dell’anno iacobeo e l’apertura della Porta Santa a Pistoia in onore della reliquia di San Jacopo, conservata nel Duomo da nove secoli, che collega il percorso di Santiago di Compostela a Pistoia stessa.

Un festival che avrà dunque come fil rouge il cammino verso nuovi e altri orizzonti, il cammino dei pellegrini di tutto il mondo e di molte religioni, quello dei migranti che fuggono dalla povertà e dalla morte, quello avventuroso degli esploratori, quello di ricerca di scienziati, artisti e filosofi.

«Il cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo dall’Africa, non è stato fatto solo con i piedi dichiara Giulia Cogoli ideatrice e direttrice del festival – ma anche con l’immaginazione, la speranza, la fede, la fiducia negli altri, l’aspettativa di nuove scoperte e dimensioni dell’umano, che ha permesso non solo di scoprire il nostro pianeta, ma anche di trascenderlo».

Ufficio stampa:

Delos – delos@delosrp.it 02.8052151

Paola Nobile 335.5204067| Annalisa Fattori 335. 6769803| Giovanna Ieluzzi 338.2862620

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Noi gente di lago viviamo a contatto con la natura, la amiamo inebriandoci delle sue preziose cromie . Il vento, in particolare, è un nostro amico fedele e lo apprezziamo nella quotidianità. Domenico Righetti è co fondatore di una pubblicazione di spessore, la Breva, che porta il nome di un vento, elemento che caratterizza il nostro territorio insubre. In questa seconda edizione la impreziosisce con un suo contributo veramente interessante.

La Breva e il suo effetto sulle acque lacustri è persino descritta da Antonio Fogazzaro nel suo “Piccolo Mondo Antico”. La rivista in questa edizione si presenta ancora con grande raffinatezza e con contenuti importanti. Il lettore viene subito intrigato da una “Sentinella di Lavena”, redatto da un grande scrittore che ha fatto conoscere Luino: Piero Chiara.

Un’altra penna illustre all’interno di questa edizione è quella del Professor Giuseppe Armocida, storico di spessore che propone “Spagnola l’Invencibile Armada”.

Eclettico, istrionico, unico, Francesco Pellicini, dalla creatività vulcanica, incanta il lettore con il suo “Gia’ ebbi a dire che Luino è comicamente così”.

Storico e conoscitore del territorio benché viva in Umbria, il Professor Enrico Fuselli con “Stori de Sfros…ancamo’” conferma tutto il suo amore per questo tema. Altri tanti brevi racconti sono intrisi di spunti coinvolgenti, quelli di Daniela Vitello, Massimiliano Naressi, Alessandro Soldini, Bernardino Croci Maspoli, Rosario Talarico, Jenny Santi, Cecilia Sanna.

L’Associazione Amici delle Sempiterne ringrazia di cuore Veronica e Angelo Maltese per aver portato questo contributo molto interessante.

La rivista insubre La Breva è in vendita presso la tabaccheria di Piazza Risorgimento e l’Angolo Quotidiano in piazza Libertà a Luino, l’Edicola del Lago valico a Lavena Ponte Tresa Agenzia della Posta Cambio via Lugano a Ponte Tresa, all’Edicola di Porto Ceresio e a Lugano, presso la libreria Segnalibro.

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#forwardwiththepast

#rootstothefuture

Le coincidenze della vita mi hanno portata ad apprezzare il grande Alessandro Manzoni.

Il passato ci ispira e rivisitandolo rinasce come una fenice.

@massimilianobabila ci ha consigliato la sua

Trota “alla milanese” con lattuga rossa del Ticino e giardiniera in agrodolce su crema di Patate

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti […]  e comparendo in vetta ciò che poco innanzi vi si rappresentava sulla costa: e l’ameno, il domestico di quelle falde tempera gradevolmente il selvaggio, e orna vie più il magnifico DELL’ALTRE VEDUTE. (Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi)

 “Anche Manzoni mantecava il risotto” , questo il titolo del libro in cui verrà inserita questa ricetta che fa parte di una trilogia di libri che si propongono di coniugare arte e cultura. Il primo di questi si intitolerà “Anche Van Gogh mangiava le cozze” ed uscirà il 13 aprile 2021. E più che essere un ricettario vuole offrire idee per un nuovo modo di accogliere. 16 opere, 15 racconti e 15 menù, 94 ricette in oltre 300 pagine 


“L’influenza giapponese sull’impressionismo di fine ‘800 e sulla cucina di inizio XXI secolo” parafrasando Monet…Il dipinto è secondario: quel che vogliamo riprodurre nella ricetta è ciò che si trova tra il quadro e noi stessi.

Immergersi con i propri ospiti in un’epoca ed una cultura affascinanti.
Il tutto in un contesto semplice ma approfondito, con ricette che abbracciano le nuove tecniche di preparazione ma proposte anche in versioni replicabili mediante prodotti acquistabili in normali supermercati. 

Scritto a 4 mani da @essecolombo, storica dell’arte, giornalista e autrice di libri di testo, e @massimilianobabila, già primatista italiano assoluto di nuoto nei 200 rana che da oltre 20 anni studia ed approfondisce la cucina in tutti i suoi aspetti.

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Quando si prova un grande affetto è sempre molto complicato esprimerlo a parole. Io sono così, entusiasta, espansiva, ma quando l’emozione è forte mi ammutolisco. Quindi non è semplice per me esprimere in un breve articolo tanti concetti importanti che rappresenta Maria Pia Agnello per me.

Maria Pia Agnello mi ha vista nascere e di lei ho frammenti di immagini impresse nella memoria: una donna vitale, sempre positiva, solare, sorridente, con una forza coinvolgente. Il suo è uno charme incomparabile con un’intelligenza viva che arriva dritta al cuore.

Eclettica e geniale, Maria Pia Agnello si è impegnata con grande successo quale figura manageriale tecnico-amministrativa in Sda Bocconi, luogo in cui ho avuto la grande opportunità di vivere quotidianamente questo rapporto di profonda amicizia. Io organizzavo corsi ed eventi nello stesso contesto e le nostre professioni si incrociavano: nella mia mente è ancora ben impressa l’immagine del suo ufficio importante in cui lei, oberata da una quotidianità incalzante, mi donava sempre un sorriso. Con lei i suoi angeli custodi Fausto, Paolo e Rosy, persone dal grande cuore che la supportavano da vicino. Mi commuove questo ricordo, perché è associato a docenti e ad alcuni colleghi che mi hanno sempre sostenuta di cui nutro grande stima tuttora.

Tra i docenti, sicuramente il pensiero vola con affetto a Gianfranco Piantoni,  Docente di Strategia Aziendale presso la “SDA-Bocconi School of Management,  anima che vibrava intensamente all’unisono con Maria Pia, al punto di condividerne l’esistenza. La loro era una grande alchimia. Un mio caro amico mi ha sempre fatta riflettere in merito alla forza che emana una coppia quando la si incontra. Loro sicuramente lasciavano un’impronta forte, importante, sapevano dare una grande carica energetica insieme, portando la pace. Questo secondo me è un concetto molto elevato che fa ben oltre un matrimonio. Maria Pia Agnello gli ha dedicato “Passaporto per il futuro. Il sogno oltre l’ostacolo. Omaggio a Gianfranco Piantoni, edito da UBE”.

Gianfranco Piantoni e Maria Pia Agnello mi sono venuti spesso a trovare qui a Luino ed abbiamo presentato il libro “Bocconi anni 60” scritto da Maria Pia Agnello, presso la Biblioteca Civica, la bella Villa Hussy, prestigioso edificio una Liberty luinese, al confine con la Svizzera italiana. Il pomeriggio fu un successo, anche grazie al supporto della famiglia di Maria Pia e della bravissima e impeccabile Katia Pepe. Ogni pagina di quel libro è anche una parte della mia storia familiare, vissuta attraverso i ricordi di infanzia ,di mio zio Dante Ughetti, docente universitario e di mia mamma Maria Pia. L’Universita’Bocconi per me era “casa”e una grande famiglia.

Maria Pia nel suo cuore possiede una notevole vena creativa: laureatasi in Architettura al Politecnico di Milano, da adolescente nutre un sogno, quello di diventare creatrice di moda. Per questo Natale, ci dona un breve racconto di quelle emozioni ancora vive in lei. Quello che ne esce è uno spaccato di un periodo storico prezioso, una narrazione appassionata ed appassionante di una società che si veste con modelli eleganti, di classe, ispirati dalla celebre Brunetta che firmava chinati per Grazia.

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Questo momento storico complicato ci permette di entrare in contatto con il bimbo che è in noi, di ascoltare il nostro cuore.  “Pepita e altri racconti” è innanzitutto una raccolta di filastrocche per i più piccini.

Le creatrici di questa proposta si sono date lo pseudonimo Noitrestreghette e appassionano il lettore con una narrazione di filastrocche illustrate con un tratto pulito dalle cromie brillanti.

Nel libro molti sono i personaggi fantastici come Maga Luna che ispira la strada da seguire e Mago Betto che scopre cosa ci cela dietro le apparenze ed aiuta coloro che incontra a trovare il talento che celano in cuore, il tesoro, la pepita dorata.

In questa narrazione ci trovo il tocco prezioso dei grandi come Saint Exupery e La Fontaine che esprimono concetti profondi attraverso la narrativa per bambini. L’ispirazione della scrittrice scaturisce da un profumo, da un suono, proprio come la petite Madeleinette di Marcel Proust, che riportava alla mente ricordi sopiti nella sua Recherche du Temps Perdu.

Al tempo stesso, questa freschezza nella narrazione ci riporta a J.K. Rowling e il suo Harry Potter con messaggi di gioia di vivere, amicizia, speranza, crescita interiore.

Il libro è nato per caso, dalla passione di tre amiche che durante il lockdown hanno riscoperto le loro passioni: la scrittura, il disegno e la grafica.

Non c’era inizialmente l’idea di stamparlo. Lo spunto è stato la nascita di una bimba di nome Viola, figlia di un’amica di Elena (l’illustratrice), che ha mandato a Maddalena (la scrittrice) il disegno di una aiuola di viole del pensiero nei giardinetti sotto alla sua finestra. I giardinetti erano vuoti, perché i bambini erano tutti chiusi in casa a causa del lockdown, e Maddalena ha risposto allo spunto ricevuto, inviando ad Elena una filastrocca.

Da lì ne sono nate altre, a volte era Elena a mandare i disegni per prima, a volte Maddalena a scrivere le filastrocche e inviarle all’amica che le illustrava.

Dopo pochi mesi il libro era pronto, e le tre amiche hanno deciso di stamparlo e di provare a diffonderlo per raccogliere fondi a favore dei bambini, realizzando così il filo conduttore di tutto il libro. Non è stato facile, perché si trattava di un lavoro molto personale e coinvolgente emotivamente. Era un po’ come mettersi a nudo, rivelare una parte profonda di sé. Ma l’idea di poter aiutare qualcuno è stata la spinta a buttarsi.Marzia ha preparato un trailer per iniziare a far conoscere il libretto e alla fine il riscontro è stato più che positivo.

Alcune filastrocche possono essere lette e interpretate in modi differenti, a livelli più o meno profondi, e questo ha fatto sì che siano state apprezzate anche da un pubblico adulto.

Un’ultima considerazione: il libro è anche l’omaggio a una persona cara che non c’è più, il fratellino di Pepita, la protagonista/autrice, il cui nome, come si vedrà nell’ultima filastrocca, non è scelto a caso. Ed è infine un viaggio verso la consapevolezza di sé e di ciò che si vuole essere nella vita.

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L’ensemble fiorentino I Musici del Gran Principe, nato nel 2017, svolge un’intensa attività di ricerca ed interpretazione storicamente informata della musica antica e barocca, con particolare attenzione al repertorio toscano e francese legato alla dinastia medicea.

A cura dell’ensemble sono molte prime esecuzioni italiane o assolute tra le quali quella della serenata vivaldiana “La Gloria e Imeneo” RV 687, del mottetto “Alleluia” di Giacomo Antonio Perti nell’edizione critica di Francesco Lora – esecuzione poi citata nel libro su Cosimo III di Alberto Bruschi – e dei “Concerti Spirituali” Opera III di Alessandro Melani presentati alla trentesima edizione del “Ravenna Festival” e poi incisi in prima mondiale per l’etichetta internazionale “Brilliant Classics”. L’ensemble è stato invitato ad eseguire la “Passione secondo San Giovanni” di Francesco Corteccia nel Battistero di Firenze per l’edizione 2020 del festival “O Flos colende”.


Samuele Lastrucci 
è un direttore d’orchestra specializzato in interpretazioni storicamente informate. Allievo e assistente di Federico Maria Sardelli svolge un’intensa attività di ricerca nell’ambito della musica antica e barocca con particolare attenzione al repertorio toscano e francese legato alla dinastia medicea. Leader e fondatore dell’ensemble “I Musici del Gran Principe” partecipa a numerosi festival nazionali ed internazionali ed incide in prima mondiale, nel 2019, l’Opera III di Alessandro Melani per l’etichetta Brilliant Classics®. Dal 2015 ricopre l’incarico di Direttore Artistico del “Da Vinci Baroque Festival”, nel 2018 è assistente di Alessandro Quarta per la 50^ edizione del festival “Urbino Musica Antica” e nello stesso anno diviene Maestro di Cappella nella Chiesa dei Ss. Michele e Gaetano di Firenze. Nel 2019, in occasione del cinquecentenario di Cosimo I e Caterina de’ Medici, fonda il primo museo storico dedicato alla Famiglia Medici nel palazzo di Sforza Almeni a Firenze di cui è direttore.

Samuele Lastrucci è dedicatario del mottetto “Jesu dulcis memoria” composto da Federico Maria Sardelli. Il brano è stato eseguito per la prima volta sotto la direzione di Lastrucci nella Real Chiesa di San Lorenzo a Torino il 26 ottobre 2019 e poi da Sardelli nella basilica di Santa Barbara a Mantova il 25 novembre 2019.

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L’ Associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio di Montegrino Valtravaglia, in provincia di Varese, porge gli auguri natalizi con l’Associazione degli Amici delle Sempiterne con una Natività realizzata dal grande artista nel 1844.

A questa iniziativa hanno partecipato con entusiasmo gli Instagrammer liguri di @unquadrodite che approfondiranno con un videoquadro il commento dell’opera. A questa iniziativa hanno partecipato con entusiasmo gli Instagrammer liguri di @unquadrodite che commenteranno l’opera. Nell’#audioquadro, così come il gruppo chiama i suoi video, i ragazzi approfondiranno la parte artistica e sveleranno cosa il dipinto è ancora in grado di trasmettere.Se volete seguirci ecco gli appuntamenti.18 dicembre: commento dell’opera sull’account Instagram @unquadrodite;19 dicembre: sempre su Instagram saranno pubblicati alcuni dettagli del dipinto;19 e 20 dicembre su Facebook saranno disponibili tutti contenuti.Per completare la collaborazione, uscirà domenica 20, sempre sulla pagina Facebook di Un Quadro di Te, un ulteriore approfondimento.

L’associazione prende il nome da un importante artista dell’Ottocento: Giovanni Carnovali detto Il Piccio, nato nel 1804 nel piccolo borgo di Montegrino Valtravaglia, sopra Luino, dove si trova la sua casa natale. Nella piazzetta che porta il suo nome c’è un monumento a lui dedicato dai compaesani nel 1912.

“Abbiamo scelto di rivolgervi i nostri auguri con un’opera di Piccio, una Natività del 1844 che racchiude in un piccolo dipinto la formazione classica dell’artista e la modernità delle sue opere – commenta la Presidente dell’associazione culturale Amici di Giovanni Carnovali detto il Piccio –  Il gruppo centrale è caratterizzato dai personaggi classici della narrazione evangelica, come la Madonna, il pastore inginocchiato davanti al bambino, il San Giuseppe appoggiato al bastone. La stesura pittorica è morbida, le figure sono quasi sfumate e toccate da guizzi di luce che partono dal centro focale della scena. Qui si trova il piccolo Gesù, nato per portare la luce a tutti gli uomini. La Natività è ricca di movimento, messo in evidenza dal tratto fluido sia nella scena terrena dei pastori sia nella parte superiore dove, fra le nubi, compaiono alcuni angeli. Un richiamo alla tradizione sono il bue che sembra proteggere e riparare il bambino e in primo piano  il cappello e il bastone del pastore. Dolcissima, piena di meraviglia e adorazione è l’espressione di tutti i volti e la gestualità dei personaggi. Sullo sfondo, un arco retto da colonne si apre su un paesaggio classico di alberi e montagne. L’insieme conserva un sapore rinascimentale che prende ispirazione da fonti iconografiche cinquecentesche interpretate tuttavia con tecnica e raffigurazione decisamente personali. auguriamo di questo dipinto o fra tutti un attimo di serenità per un Natale che chiude un anno difficile in tutto il mondo. Buon Natale”.

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Questa settimana l’associazione degli Amici delle sempiterne propone un appuntamento speciale: Sabina Arnaboldi, architetto ed insegnante presso l’Istituto Marcelline di Milano, perfetta padrona di casa milanese (si è aggiudicata una puntata di Cortesie per gli Ospiti di Real Time) ci ha inviato alcuni scatti delle sue tavole delle feste.

I suoi preziosi consigli e commenti

“Natale…che attesa!  I festeggiamenti…ah che felicità!!!

Rendere speciale qualsiasi tipo di occasione è sempre stata la mia passione. 

Mi ha sempre molto entusiasmata ricercare fiori, oggetti di famiglia o di uso quotidiano giocando con gli abbinamenti.

Vi suggerisco di osare ma sempre con una tovaglia antica o moderna ma sempre molto ben stirata o comunque adatta all’occasione!

Per me la tavola è importantissima,  prima il menù e poi via con la fantasia…

Il table setting è fondamentale poiché deve essere sempre in linea con il menù e con gli invitati.

Il mio intento è sempre quello di accogliere gli ospiti e metterli a loro agio a seconda del loro carattere.

Un mollettone, la tovaglia o un servizio all’americana, i piatti sempre abbinati e adatti al menù… Fate attenzione ai dettagli: alle posate, che siano sempre le più belle ben lucidate…ai bicchieri, sempre luccicanti ai tovaglioli nel posto giusto.

E per finire, Per un tocco di eleganza…il piattino per il pane va sempre affettato o deve essere di piccole misure.

Ci tengo poi ai fiori, ai ninnoli e a tutto ciò che rende preziosa e unica la nostra tavola…e il successo della nostra serata sarà assicurato!!!”

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Arianna fa parte dell’associazione degli amici delle sempiterne. L’ho conosciuta da tempo e sono molto felice per questo in quanto è una persona preziosa. L’ho molto apprezzata, soprattutto per i consigli che mi ha sempre dato con tanta generosità in merito al mio profilo Instagram. Arianna nella vita è una donna molto in gamba, in Instagram il suo feed dapprima era dedicato alla sua vita di mamma ed ora si rivolge di più alle donne in generale nel suo @la_arymora. Nel video lancia il suo appello vicino al suo albero di Natale per condividere una bellissima iniziativa di Assogiocattoli che condividiamo anche noi.

Ecco di seguito il suo pensiero: “ È stato un anno particolare, diverso. I bambini sono stati i nostri piccoli grandi eroi. Non esiste al mondo un bimbo che quest’anno non sia stato buono.  Per questo motivo assogiocattoli fa un appello a tutti noi. Sarà un Natale che sicuramente ricorderemo, rendiamolo speciale. #BabboNatalenonsiferma,  non può, non deve. Portiamo la magia nelle nostre case. Buon Natale!”

Mancano poche settimane al Natale, una manciata di giorni. Quest’anno più che mai, abbiamo tutti bisogno di vivere quella tipica atmosfera calda, avvolgente e rassicurante, soprattutto i bambini. I segnali che arrivano dal mercato italiano sono timidamente positivi: se i primi 9 mesi del 2020 il fatturato ha registrato un calo del -7,4% rispetto al 2019, nel post lockdown i segni di ripresa non si sono fatti attendere: tra giugno e settembre è stato recuperato il +30% della perdita.

Buone nuove per le tantissime letterine che milioni di bambini tra qualche settimana indirizzeranno a Babbo Natale con le loro interminabili liste dei desideri. Costi quel che costi, sotto i loro alberi i più piccoli troveranno sicuramente i giocattoli dei loro sogni. Quest’anno niente paura, nessun rischio: i bambini si sono già comportati sin troppo bene per meritare brutte sorprese.

 Assogiocattoli si fa portavoce della Campagna Social #BabboNataleNonSiFerma un appello a tutte le famiglie italiane affinché le festività che ci apprestiamo a vivere siano ancora più speciali del solito. Perché è indubbio, il Natale 2020 non verrà facilmente dimenticato dagli adulti, di conseguenza anche per i bambini deve essere talmente straordinario da diventare davvero indimenticabile, proprio come piace a loro.

A dare il via alla campagna #BabboNataleNonSiFerma è stato Rudy Zerbi.  il gioco è la medicina più grande per tutti noi.

E ai più piccoli – ma anche ai più grandi (invecchia solo chi smette di giocare!) – non può che far bene: il gioco è un bisogno primario dell’uomo, un bene essenziale per la sua crescita. Potenzia la creatività, sviluppa l’immaginazione, migliora i rapporti sociali. Giocando si impara il rispetto delle regole e a saper perdere, a fare i conti – anche con la realtà – e gestire risorse e risparmi.

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@ire.homeandlife è una Instagrammer dal feed nuovissimo. 

Laureata in giurisprudenza con un master in risorse umane, è esperta di formazione e appassionata di crescita personale e organizzazione.

Decisamente dinamica e curiosa, ha deciso di mettersi in gioco ed aprire un profilo Instagram per dare libero spazio alla creatività e raccontare un po’ della sua quotidianità. 

Per noi ha proposto la ricetta dei biscotti Pan di zenzero.

Per noi ha proposto la ricetta dei biscotti Pan di zenzero.

INGREDIENTI PER CIRCA 15 BISCOTTI PAN DI ZENZERO

Zenzero in polvere 5 g

Farina 00 350 g

Noce moscata 1 pizzico

Cannella in polvere 5 g

Zucchero 160 g

Burro freddo di frigo 110 g

Uova 1

Sale fino 1 pizzico

Miele 50 g

Per realizzare i biscotti di Pan di zenzero iniziate dalla frolla speziata: versate nel mixer munito di lame la farina e tutte le spezie: la cannella in polvere, la noce moscata grattugiata e lo zenzero in polvere.

Aggiungete anche lo zucchero semolato e quindi unite un pizzico di sale e versate il miele.

Per ultimo versate il burro freddo di frigo tagliato a dadini, frullate il composto ad intermittenza per non scaldare eccessivamente l’impasto fino a ottenere una consistenza sabbiosa. Versate il composto sul piano di lavoro e formate la classica fontana.

Versate l’uovo al centro e incorporatelo all’impasto prima con la forchetta poi con le mani. Impastate velocemente e una volta che l’impasto avrà preso consistenza, formate un panetto piatto e copritelo con pellicola trasparente. Ponete l’impasto a rassodare in frigorifero per almeno 30 minuti. 

Trascorso il tempo di riposo, riprendete l’impasto, stendetelo con il mattarello su una spianatoia infarinata ad uno spessore tra i 7 mm e 1 cm.

Ritagliate la frolla con le formine natalizie che preferite, io ho scelto i classici omini di Pan di zenzero. 

Con le dosi indicate otterrete circa 15 biscotti (in base al tipo di forme usate e alle dimensioni il numero potrebbe variare). Trasferite i biscotti su una leccarda rivestita con carta da forno e cuocete i biscotti in forno statico preriscaldato a 160° per circa 12 minuti: i tempi sono indicativi poiché ogni forno ha una potenza diversa. 

A cottura ultimata, sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare completamente, meglio se su una gratella.

Infine decorateli a piacere e gustateli

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Conosco da anni il maestro Franco Pusceddu e ne apprezzo il talento innato ed il grande e profondo sentimento di umanità che lo caratterizza e che lo avvicina agli altri esprimendosi soprattutto nelle opere artistiche. Dalla materia lui estrae la forma da sempre e, grazie a questo suo dono naturale e spontaneo, è riuscito farsi apprezzare da molti letterati illustri come il Professor Giovanni Reale che gli dedico’una monografia.

Franco Pusceddu (www.francopuxeddu.com) ha creato preziose alchimie culturali con molte figure importanti, tra cui il Maestro Riccardo Muti e Aligi Sassu. Una sua opera è conservata ai Musei Vaticani. Ogni anno realizza una preziosa natività.

“Di solito, a Natale, creo sempre una natività, in quanto mi ricorda la famiglia e gli affetti più veri e sinceri. – commenta il Maestro – Realizzarla è sempre una profonda emozione interiore perché è un modo di esternare l’amore e la gioia di vivere in pace e in armonia con tutti gli esseri umani. mi sembra che il presepio rappresenti bene questi sentimenti. Questa ceramica l’ho creata su richiesta della Pro loco di Laveno Mombello realizzata nella ditta Richard Ginori di Laveno”.

Il piatto è stato realizzato con il classico blu pavone, che valorizza il pregiato decoro.

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Sf

Quando noi milanesi passeggiamo nella nostra città, a volte girovagando senza una meta, amiamo recarci nei vicoli storici. La darsena e i Navigli, sicuramente, sono alcune delle realtà che ben rappresentano le radici più profonde dell’anima meneghina e quel “non so che” che noi milanesi proviamo nel cuore, soprattutto percorrendo dalla darsena al vicolo delle lavandaie, sentendo una profonda emozione inesprimibile a parole.

Adoro le emozioni che comunica nelle sue tele l’artista Matteo Laganà: le sue nevicate paiono appartenere a quel “tempo sospeso”che solo noi che avvertiamo il battito della metropoli nel cuore conosciamo: in quei momenti, nella grande chiassosa frenesia di una Milano in moto perpetuo, tutto si armonizza in uno scenario ovattato, quasi silente, in cui ognuno può cogliere persino i propri passi nella coltre candida. Ed è questo il sentimento che esprimono le sue opere con i suoi tram d’antan dai percorsi infiniti. Commuove la sua arte e arriva dritta al cuore di chi ama Milano, gente appassionata che vive protetta da una Madonnina dorata che svetta. Laganà descrive con maestria il suo mondo, la vitalità di luoghi preziosi, di scorci incantati che con il suo abile tratto assumono un sapore diverso, quello della sua conoscenza meneghina. Anche luoghi celebri rappresentano nelle sue opere una dimensione differente e vengono descritti con preziosità.

I Navigli donano armonia al fruitore in cui riaffiora il ricordo sospeso dei bateau mouche parigini, dei paesaggi degli impressionisti francesi pure se con cromie molto più decise in cui le acque dominano uno scenario prezioso. In questo suo atelier, gemma incastonata nei pressi del vicolo delle lavandaie, ora si possono anche scovare delle decorazioni natalizie create a mano dalla figlia, con un tratto d’artista.

Da visitare!

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Libri Di Marina Di Guardo

Nella kermesse di proposte video settimanali degli Amici delle Sempiterne- Sempiterne Friends, oggi l’associazione propone una pietra preziosa.

Marina Di Guardo, scrittrice, presenta il suo thriller “Nella buona e nella cattiva sorte” edito Mondadori a un pubblico lacustre, memore dei ricordi indimenticabili del Maggiore. Il nome dei luoghi non appare ma  riportano il lettore ad atmosfere care a Luino, luogo in cui ha vissuto alcuni anni della sua esistenza.

“Avete ascoltato in un’intervista che mi sono un po’ inspirata a Luino. – rivela la Di Guardo –  Io ci sono stata con i miei genitori e ci ho vissuto per tre anni da quando avevo più o meno otto anni fino agli undici. È un paese che mi è rimasto nel cuore, una cittadina bellissima. Mi ricordo ancora il lungolago con i giardinetti. In certe pagine ci sono delle descrizioni che riguardano questo meraviglioso luogo”.

Le pagine del romanzo, infatti,  rivelano la sua anima creativa ed il suo talento fotografico: le parole arrivano al lettore con la brevità e l’efficacia di quegli scatti di immagini rapide ed incisive che ben conosce e riconosce chi vive la dimensione dell’Alto Verbano. La Di Guardo riesce ad esprimere molto efficacemente le emozioni, le sensazioni che questo territorio suscita, soprattutto in coloro che vivono in città che spesso “Vedono il lago e pensano di essere sempre in vacanza” , spesso in uno scenario in cui Il lago  è (…) placido, misterioso, le montagne attorno
a delimitarlo in uno scrigno azzurro.

“Ringrazio di cuore Marina Di Guardo per le belle parole spese per l’associazione e per l’amore che rivelano per il magnifico territorio in cui viviamo. – commenta la Presidente Simona Fontana – Ho molto apprezzato e mi sono ritrovata in alcune delle descrizioni, così preziose per chi come me le sperimenta ogni giorno. Auspico che l’anno prossimo si possa ospitare una presentazione del libro a Luino con una concertazione tra diverse realtà locali”.

Il lago è presente nel romanzo per suscitare sentimenti e lasciar libera la mente alle emozioni.

“Seduta su una panchina, fissava la superficie immobile del lago, le montagne
attorno a circoscrivere lo specchio d’acqua color zaffiro. Quella mattina il sole,
alto e limpido, illuminava ogni dettaglio, rendendo quel paesaggio memorabile”

E ancora

“Salirono in auto e si diressero subito verso la strada che costeggiava il lago. Il
tempo era perfetto. Il cielo senza la benché minima velatura, il sole limpido, il
lago che brillava di lampi argento. Attorno, montagne ricoperte di erba nuova”.

Irene, giovane illustratrice di talento, vive da anni ostaggio del marito Gianluigi, manager geloso e violento, convinta, come tante altre vittime di violenza domestica, di meritarsi la semi-segregazione a cui lui la costringe a forza di minacce e lividi. All’indomani dell’ennesimo litigio, grazie al sostegno di Alice – l’amica d’infanzia trapiantata a Londra – Irene trova finalmente il coraggio di ribellarsi: mentre il marito è al lavoro, carica in macchina la loro piccola figlia Arianna e scappa da Milano, per correre verso un piccolo paese di provincia nella casa in cui è cresciuta e che i genitori le hanno lasciato in eredità. Gianluigi però la rintraccia prima del previsto, e le ordina di tornare in città, preannunciando ritorsioni – non solo da parte dei suoi avvocati. Irene sente le forze già esili cedere, ma nel paese scopre insperati alleati: un’anziana vicina di casa, un negoziante che forse ha un debole per lei. Purtroppo, inquietanti incidenti minacciano presto la sua fragile serenità. Irene nonostante tutto cerca faticosamente di rimettere insieme i cocci della sua vita, ma tutto precipita quando chi dovrebbe proteggerla da Gianluigi viene ritrovato brutalmente assassinato.

Alla sua quarta prova nel genere thriller, Marina Di Guardo conferma la rara capacità di sposare con inedito successo intrecci imprevedibili e ricchi di suspense a forti prese di posizione su terribili temi di cronaca vera.

Di origini siciliane, ma cremonese di adozione ha lavorato molti anni nella moda prima di dedicarsi alla scrittura. Tra i suoi libri: L’inganno della seduzione (Nulla Die 2012), Non mi spezzi le ali (Nulla Die 2014), Bambole gemelle (Feltrinelli),Com’è giusto che sia (Mondadori  2017) e La memoria dei corpi (Mondadori  2019).

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Dante a Verona 1321 – 2021

Simona Fontana

La bellezza della città di Verona ha accolto Dante Alighieri quale prima destinazione dopo l’esilio di Firenze. Il sommo poeta vi visse almeno sette anni, in cui questo luogo prezioso gli ispirò parte della Divina Commedia. Il Sindaco Federico Sboarina e l’Assessore alla Cultura Francesca Briano, brava ed appassionata, hanno presentato oggi con altri rappresentanti di Enti e di associazioni la kermesse di eventi di grande spessore per celebrare una ricorrenza tanto importante. (www.danteaverona.it)

«Diamo il via alle celebrazioni di un anniversario di grande rilievo della letteratura italiana – spiega il Sindaco Federico Sboarina. Verona è al centro della ricorrenza nazionale per i 700 anni della morte di Dante ed è con soddisfazione che lanciamo un programma di alto valore e grande impatto. Sono iniziative di forte interesse culturale ma, anche, più popolari, per avvicinare meglio l’intera comunità alla straordinaria figura del Sommo Poeta, all’interno di un più ampio programma nazionale che coinvolge anche Firenze e Ravenna. La città di Verona ha avuto in Cangrande della Scala il protagonista indiscusso della sua storia medievale, a lui dobbiamo il rapporto di amicizia con Dante. ».

« Dante a Verona – ha sottolineato l’assessore alla Cultura Francesca Briani(il suo intervento comunica il suo impegno e la dedizione per una buona riuscita del progetto )- è il frutto di un protocollo di intesa che il Comune ha promosso tra diversi enti locali, nazionali e internazionali.

Le iniziative raccontano la nostra città: Dante a Verona ma anche la Verona di Dante. La nostra proposta è una narrazione che ci guida attraverso le vie, le strade, le chiese e le piazze della nostra bella località veneta.

Il progetto è inoltre il segno tangibile di un importante lavoro corale tra tutte le istituzioni culturali del nostro territorio, aderenti al Comitato scientifico, unite in un programma che coniuga un’ampia e seria divulgazione di un patrimonio fondamentale con iniziative di alto spessore culturale e di ricerca scientifica. Verona, pur nelle difficoltà causate dell’emergenza epidemiologica, è pronta per offrire arte e cultura ai suoi cittadini e visitatori, per ora virtuali. Dante a Verona, dunque, è la narrazione di una città. Si inizia già nel dicembre 2020 con la proposta di inediti podcast d’autore a cura del regista Fabrizio Arcuri e un viaggio in video su un racconto della scrittrice Ginevra Lamberti con Francesca Barra e Claudio Santamaria».

Per questo mese di dicembre, chiara è l’ impronta sperimentale del programma degli spettacoli proposto dal Comune di Verona e curato da Carlo Mangolini: un approccio multidisciplinare per far dialogare linguaggi e arti sceniche, coinvolgendo artisti e cittadini veronesi in uno sguardo innovativo sull’intera opera di Dante.

Prologo al 2021 sono due eventi in programma a dicembre 2020, a cura del regista Fabrizio Arcuri affiancato dal musicista Giulio Ragno Favero

LA VERONA DI DANTE

Un viaggio in video per scoprire i luoghi di Dante a Verona: il ritratto inedito di una città dove il Sommo Poeta ha vissuto per un lungo periodo lasciando importanti tracce del suo passaggio. La giornalista Francesca Barra, in veste di cronista-narratrice, accompagna gli spettatori all’interno di un racconto per immagini a partire da un testo originale composto per l’occasione dalla scrittrice veneziana Ginevra Lamberti, vincitrice del Premio Mondello 2020. A evocare l’universo dantesco è presente in video anche l’attore Claudio Santamaria, che intervalla il racconto con brani estratti dalla Divina Commedia e dalla ricca produzione dantesca. Il progetto è ideato e curato dal regista Fabrizio Arcuri, affiancato dal musicista e compositore Giulio Ragno Favero. Il video sarà trasmesso a partire dal mese di dicembre sui canali social del Comune di Verona e di Fondazione Atlantide – Teatro Stabile di Verona e su alcuni media e social nazionali in via di definizione.

Dante’s box. Voci e suoni dalla Divina Commedia. Dalla Commedia, come da un jukebox, 21 attori selezionano altrettanti canti, creando 21 puntate radiofoniche di 15 minuti ciascuna: tracce audio che catapultano l’opera nella modernità. Agli attori si affiancano ospiti speciali come Lino Guanciale, Filippo Nigro, Isabella Ragonese, Vinicio Marchioni e Leo Gullotta. I podcast saranno trasmessi da Rocket Radio Verona, sui canali social del Comune e da Arteven, circuito teatrale del Veneto.

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Tra i video natalizi, gli amici delle Sempiterne proporranno alcuni brevi consigli della eclettica e charmante Sonia Iampieri @soniajamp, una personal advisor caratterizzata da un talento innato per esaltare l’anima di chi le si affida. Con la conduttrice televisiva di Vera TV Ludovica Pelliccioni, @ludovica_pelliccioni, sottolineando che viviamo in un anno particolare, suggerisce il look delle feste nelle sue “Chiacchere di Natale” . Silver e Gold, sicuramente con l’intramontabile amaranto, diventano ancora i protagonisti di queste feste natalizie.

La Iampieri e la Pelliccioni riescono ad illustrare con la loro incredibile verve e con il supporto di una mascotte, la simpatica barboncina Lucrezia, la loro visione glam dello stile fashion.

Questa settimana sarà un’anticipazione della trasmissione che verrà lanciata presto su Vera TV e potremo seguire anche noi in streaming da http://www.veratv.it/index.php/diretta-tv/

immagini Mauro Di Bonaventura

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Un omaggio all’Alto Adige è l’opera di Maurizio Boscheri Alba Alpina. (www.maurizioboscheri.it). Nativo di quei luoghi meravigliosi Maurizio Boscheri, di Laghetti di Egna, è un artista dall’ispirazione sciamanica che ama la natura. Nelle sue opere, Boscheri esprime la sua essenza attraverso la forza delle cromie, dei suoi stupendi sfondi in cui si ritrova il pointillisme multicolore impreziosito con oro e scaglie di pietre dure.

Il suo e gli altri contributi sono sul canale YouTube
https://www.youtube.com/channel/UCLh1gOxzqxbV40xKR6FdKJQ

La fauna in via d’estinzione, grazie al suo genio creativo, pare assumere un’aura di sacralità, un misticismo magico ispirato dalla semplicità raffinata del suo tocco che comunica al fruitore forza, dinamismo, pace interiore. Il pianeta che Maurizio desidera salvare vibra grazie agli splendidi Paradisi delle sue tele, quei fantastici paesaggi che sembrano prendere corpo dal mondo astrale con cromie intense come l’arancione, il fucsia, il carminio che si sposano ai Verdi Smeraldo e agli azzurri intensi.

A lui Cristina Sperandio ha dedicato la biografia LE PAROLE NON SERVONO il cui ricavato andrà alla Onlus gli Amici di Casa Mihiri.

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Una donna forte dal temperamento coinvolgente che si esprime attraverso le immagini, così definirei Monica Madrisan, la cui regia di Save the Date proporrà su Rai Cinque per il giorno del Santo Natale la puntata dedicata a Villa Borghese. Ella è un’anima che si esprime attraverso una visione creativa ed ispirata ed arriva allo spettatore con una chiave di lettura culturale ed artistica che rivela la sua sensibilità profonda.

Il suo e gli altri contributi sono sul canale YouTube
https://www.youtube.com/channel/UCLh1gOxzqxbV40xKR6FdKJQ

Torinese laureata in filosofia ha iniziato a lavorare giovanissima in TV in qualità di filmmaker e autore aiuto regista. Argentina Francia Gran Bretagna Israele.

Regista ed Autrice free-lance ha collaborato ad alcuni dei programmi piu’ importanti della nostra televisione (“Archimede, la scienza secondo Italia1”, “Victor Victoria”, “Sfide”, “Cortesie per gli ospiti”, “Il grande Fratello”, “Music Farm” …). in qualità di videomaker collabora da anni con l’associazione ambientalista marevivo e la protezione animali. Vivere perennemente con la valigia in mano ed il suo amatissimo gatto Taco.

Credito Monica Madrisan https://youtu.be/ARhH_AQZOBo

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L’associazione Amici delle Sempiterne (@le_sempiterne) si ispira ogni settimana al tema della rinascita. Da questo momento storico complicato tutti noi auspichiamo un rinnovamento e sabato sarà l’artista Elena Rede ad esprimere questo intento con il video dedicato alla sua opera monumentale in esemplare unico Re Nasci esposta a Sanremo. Elena è una creatura ispirata che trova nell’arte la giusta espressione per infondere al fruitore energia potente.

La sua arte preziosa si può ammirare sul sito http://www.elenarede.com
Il suo e gli altri contributi sono sul canale YouTube
https://www.youtube.com/channel/UCLh1gOxzqxbV40xKR6FdKJQ

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Per questo weekend gli Amici delle Sempiterne propongono un omaggio alle feste dei principi italiani del Rinascimento con il Dottore di Ricerca di Storia del Teatro Claudio Passera (@claus_passera). Il periodo storico rinascimentale ha attualmente ispirato molti stilisti ed imprenditori per credere tutti insieme alla rinascita della nostra bella penisola.

Quest’anno molti stilisti ed artisti si sono ispirati al Rinascimento italiano per le loro creazioni soprattutto in questo periodo delicato. Claudio Passera, dottore di ricerca di storia del teatro rinascimentale, ci porta a comprendere i festeggiamenti ideati dagli artisti di corte e come la diffusione delle loro descrizioni, a stampa o manoscritte, potesse amplificare la fama degli eventi. Le feste sono state pertanto studiate comparativamente, paragonando la varietà di recite teatrali, giostre e danze che le caratterizzarono e i modi di produzione delle loro cronache, qui impiegate come fonti per la storia dello spettacolo. Passera ha appena editato con la Firenze University Press il volume “In questo piccolo libretto”. Descrizioni di feste e di spettacoli per le nozze dei signori italiani del Rinascimento. Si ringrazia Claudio Passera per le preziose immagini a supporto di video ed articoli

Claudio Passera ha conseguito la laurea in Filologia Moderna presso l’Università Cattolica di Milano nel 2012 e, nel 2019, il dottorato in Storia dello spettacolo all’Università degli Studi di Firenze. Nello stesso anno ha beneficiato di una borsa di studio dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Dal settembre 2019 collabora al progetto La città del duca. La politica delle immagini nella Milano sforzesca, promosso dal Dipartimento di Architettura del Politecnico di Milano. Attualmente è assegnista di ricerca della Fondazione Fratelli Confalonieri di Milano.

In the second half of the XVth century, before the diplomatic balances that led to the birth of the regional states, the Italian rulers, in need of strategies to promote their public image, made their nuptials a powerful communication tool. Ceremonies, pageants and temporary architectures in honour of the newlyweds had the task of making explicit the alliances between the reigning houses of different principalities, visually expressing the power of the lords over their capitals.
This book’s aim is to understand how the festivities, orchestrated with court artists, became a means of celebratory propaganda and how the diffusion of their descriptions, in incunabula or manuscripts, heightened the fame of the events. The wedding feasts have been studied comparatively: comparing the variety of their theatrical performances, jousts and dances, as well as the ways of the production of the chronicles that handed down their memory, used here as sources for the history of the Renaissance spectacle.


Claudio Passera obtained a MA in Italian Philology from the Catholic University of Milan in 2012 and, in 2019, a PhD in Visual and Performing Arts from the University of Florence. In the same year he was fellow at the Institute for Theatre and Opera of the Giorgio Cini Foundation in Venice. Since September 2019 he has collaborated in the project La città del duca. La politica delle immagini nella Milano sforzesca, promoted by the Department of Architecture of the Politecnico University, Milan. Currently, he is fellow of the Fratelli Confalonieri Foundation in Milan.

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Un consiglio per le merende natalizie? Il dolce al cucchiaio di patate dolci e cioccolato di Lydia

@lydiaincucina è una grande appassionata di Cucina Naturale e Macrobiotica. Per le merende natalizie consiglia il dolce al cucchiaio di patate dolci e cioccolato.

Le sue ricette sono a base di ingredienti integrali, di stagione e il più possibile del nostro territorio e senza l’utilizzo di zuccheri raffinati o prodotti lavorati industrialmente.

“Mi sono appassionata alla cucina frequentando corsi alla Cascina Rosa, e, successivamente, mi sono diplomata cuoca Macro-Bio-Vegan a La Sana Gola e per poi approfondire la formazione presso Joia Academy.

Sui miei social troverete consigli su come cucinare in modo facile, veloce e con tanto gusto utilizzando solo pochi ingredienti sani e naturali”.

La merenda delle feste natalizie consigliata da @lydiaincucina ( http://www.naturaincucina.com – natura in cucina ricette naturali su Facebook ) è il dolce al cucchiaio di patate dolci e cioccolato.

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Fitness pills by @stefanobrizzio

La novità della settimana sono le pillole di fitness di @stefanobrizzio, Influencer e Personal Trainer. Stefano ama la natura e spesso si allena a contatto di panorami mozzafiato. Per i primi brevi video ha optato per il Parco Sempione di Milano in cui esercizi difficili come quello proposto questa settimana si alterneranno ad altri meno complessi.

Stefano Brizzio ha una sua passione innata per la moda, per l’immagine e proprio per questo è un talentuoso Influencer di Instagram.

Ci donerà i suoi preziosi consigli

Sf

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Laura Francesca Trimboli è una donna carismatica e raffinata che narra con passione il suo amore per le uve dorate da cui si ricava il nettare prezioso che è lo Champagne.
Francesca ha ereditato dal padre Antonino la passione e l’entusiasmo per le uve pregiate e in due video descrive gli abbinamenti della tavola delle feste.
“Le regole che dobbiamo ricordare per le tavole natalizie e per le tavole quotidiane è che l’abbinamento cibo-vino deve rispettare l’equilibrio tra i due; ciò significa accompagnare e non prevaricare. – commenta Francesca Trimboli – Entrambi si sposano e si esaltano vicendevolmente. Un esempio? Un rose’ della Vallée de la Marne di assemblaggio Pinot Noir Chardonnay con il salmone affumicato”.
Antonino Trimboli è uno dei maggiori conoscitori di uve pregiate in Italia. Nella sua vita, per dare qualche aneddoto, con Mario Bagutta, Antonino Trimboli ha coinvolto con il suo geniale intuito olfattivo la clientela milanese che gli si è affidata per degustare le etichette di champagne e di sauternes. Lo stesso accadeva all’hotel “Vittoria” di Milano con il celebre Gualtiero Marchesi che lo cita nel suo “Marchesi si nasce, questa è la mia storia” come un prezioso selezionatore di vini in grado di scovare per lui tutte le novità pressoché introvabili. La douce France esercita un grande charme su Antonino tanto da esplorarne personalmente quei suoi vitigni che producono squisitezze. Lui vi si appassiona a tal punto da recarsi dai produttori, conoscerli, esaltarne l’operato per scoprire nuovi gioielli sconosciuti

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Per questo weekend gli Amici delle Sempiterne propongono un omaggio alle feste dei principi italiani del Rinascimento con il Dottore di Ricerca di Storia del Teatro Claudio Passera (@claus_passera). Il periodo storico rinascimentale ha attualmente ispirato molti stilisti ed imprenditori per credere tutti insieme alla rinascita della nostra bella penisola.
Francesca Trimboli, esperta di champagne, ispirandosi a suo padre Antonino, proporrà il “Natale e le sue uve pregiate” gli abbinamenti del vino per la tavola delle feste.
Si proseguirà con due ricette: i biscotti del Natale altoatesino e la merenda per le feste natalizie di @lydiaincucina. (www.naturaincucina.com – natura in cucina ricette naturali su Facebook) Una novità sarà l’appuntamento con le pillole di fitness dell’Influencer e Personal Trainer @stefanobrizzio.
Come state addobbando le vostre case? Inviate una foto a lesempiterne@gmail.com perché nelle prossime settimane le utilizzeremo per una challenge.

Quest’anno molti stilisti ed artisti si sono ispirati al Rinascimento italiano per le loro creazioni soprattutto in questo periodo delicato. Claudio Passera, dottore di ricerca di storia del teatro rinascimentale, ci porta a comprendere i festeggiamenti ideati dagli artisti di corte e come la diffusione delle loro descrizioni, a stampa o manoscritte, potesse amplificare la fama degli eventi. Le feste sono state pertanto studiate comparativamente, paragonando la varietà di recite teatrali, giostre e danze che le caratterizzarono e i modi di produzione delle loro cronache, qui impiegate come fonti per la storia dello spettacolo. Passera ha appena editato con la Firenze University Press il volume “In questo picolo libretto”. Descrizioni di feste e di spettacoli per le nozze dei signori italiani del Rinascimento.
La ricetta dei biscotti è pronta, i canditi per lo Zelten sono già stati acquistati, la prima candela della corona dell’Avvento sta per essere accesa, mancano solo alcuni piccoli dettagli e le ultime decorazioni. In Alto Adige tutto è già pronto per rispettare le tradizioni natalizie e vivere ancora una volta la magia di questo momento.
Tra i biscotti preferiti, i cornetti alla vaniglia, noti anche come Vanillekipferl, dolcetti preparati con un mix di frutta secca e farina, o anche gli Spitzbuben, biscotti con un cuore di marmellata perfetti da preparare anche con i più piccoli.
La merenda delle feste natalizie consigliata da @lydiaincucina ( http://www.naturaincucina.com – natura in cucina ricette naturali su Facebook ) è il dolce al cucchiaio di patate dolci e cioccolato. Diplomata alla Sana Gola e formatasi successivamente alla Joya Academy, Lydia si appassiona a ricette a base di ingredienti integrali, di stagione e il più possibile del territorio lombardo e senza l’utilizzo di zuccheri raffinati o prodotti lavorati industrialmente.
La novità della settimana sono le pillole di fitness di @stefanobrizzio, Influencer e Personal Trainer. Stefano ama la natura e spesso si allena a contatto di panorami mozzafiato. Per i primi brevi video ha optato per il Parco Sempione di Milano in cui esercizi difficili come quello proposto questa settimana si alterneranno ad altri meno complessi.
Laura Francesca Trimboli è una donna carismatica e raffinata che narra con passione il suo amore per le uve dorate da cui si ricava il nettare prezioso che è lo Champagne.
Francesca ha ereditato dal padre Antonino la passione e l’entusiasmo per le uve pregiate e in due video descrive gli abbinamenti della tavola delle feste.
“Le regole che dobbiamo ricordare per le tavole natalizie e per le tavole quotidiane è che l’abbinamento cibo-vino deve rispettare l’equilibrio tra i due; ciò significa accompagnare e non prevaricare. – commenta Francesca Trimboli – Entrambi si sposano e si esaltano vicendevolmente. Un esempio? Un rose’ della Vallée de la Marne di assemblaggio Pinot Noir Chardonnay con il salmone affumicato”.
Antonino Trimboli è uno dei maggiori conoscitori di uve pregiate in Italia. Nella sua vita, per dare qualche aneddoto, con Mario Bagutta, Antonino Trimboli ha coinvolto con il suo geniale intuito olfattivo la clientela milanese che gli si è affidata per degustare le etichette di champagne e di sauternes. Lo stesso accadeva all’hotel “Vittoria” di Milano con il celebre Gualtiero Marchesi che lo cita nel suo “Marchesi si nasce, questa è la mia storia” come un prezioso selezionatore di vini in grado di scovare per lui tutte le novità pressoché introvabili. La douce France esercita un grande charme su Antonino tanto da esplorarne personalmente quei suoi vitigni che producono squisitezze. Lui vi si appassiona a tal punto da recarsi dai produttori, conoscerli, esaltarne l’operato per scoprire nuovi gioielli sconosciuti

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La neonata associazione GLI AMICI DELLE SEMPITERNE – SEMPITERNE FRIENDS si presenta con quattro video e due gare.
A partire da lunedì 23 novembre l’ associazione culturale GLI AMICI DELLE SEMPITERNE – SEMPITERNE FRIENDS presieduta dalla giornalista Simona Fontana propone le sue iniziative in vista del mese di dicembre organizzate su internet. “L’associazione appena nata intende dedicarsi a tematiche care alla quotidianità, con lo scopo di fare squadra in un momento di crescita così delicato per la nostra società. – afferma Simona Fontana – Il motore di tutto questo è l’entusiasmo con cui Giada Risi ed io siamo state accolte in pochi mesi dalla comunità virtuale dei social network – in particolare di Instagram – sul nostro feed @le_sempiterne. Nel nostro programma dei prossimi mesi ci teniamo molto a coinvolgere gli Instagrammer, e se qualcuno volesse unirsi a noi saremo felici di accoglierlo”.
L’arte, anche culinaria, e la cultura sono sempre state rifugio prezioso durante i periodi storici complicati.

I Video saranno caricati sul canale YouTube delle Sempiterne

https://www.youtube.com/channel/UCLh1gOxzqxbV40xKR6FdKJQ

Due video sono dedicati alle ricette del dolce natalizio ZELTEN dell’Alto Adige Südtirol ( per tradizione da preparare entro il giorno 8 dicembre ) e dei CANEDERLI, piatto caro anche alla tradizione lombarda, preparato da Katia Pagano Mariano ( @katia_in_cucina ).
Due contributi culturali sono stati realizzati con l’Architetto Massimo Duroni, Docente di Design presso il Politecnico di Milano, che presenta un gioco didattico per bambini ispirato alla luce, in particolare a Dan Flavin. I bravi Instagrammer di @unquadrodite propongono un approfondimento dell’opera Varese Corridor del 1976 presente a Villa Panza, patrimonio del Fai di Varese.
La magica atmosfera del Natale altoatesino ispira tutti noi e ci rasserena: grazie ad una sinergia con Alto Adige Südtirol, l’associazione proporrà alcuni contributi della tradizione di quel luogo fiabesco. Per chi ama il sapore intenso delle spezie, del miele e della frutta candita non può che cimentarsi nella ricetta dello ZELTEN, il dolce natalizio più famoso dell’Alto Adige che, per usanza, viene preparato entro il giorno 8 dicembre per essere poi gustato alla vigilia di Natale. Un pane dolce che si caratterizza per il sapore deciso e il profumo intenso.
La nostra buona enogastronomia lombarda crea un ponte con l’Alto Adige con la luinese @katia_in_cucina che suggerisce il piatto dei CANEDERLI, così cari anche alla Valtellina. Katia Pagano Mariano, chef per passione, food blogger, speaker del programma radiofonico “Katia in Cucina” su Radio Village Network. In questo periodo fa parte di una importante community di cucina gestita con la food blogger e giornalista Patrizia Rimoldi @lagaiacucinadipatty : la loro passione per la tradizione dell’arte culinaria le ha portate a lanciare #lericettedimenticate.
L’architetto Massimo Duroni, docente al Politecnico di Milano, si è ispirato alla Luce e, in particolare, a Dan Flavin. Il suo contributo ha volutamente uno scopo didattico per stimolare la creatività dei bambini, avvicinandoli al mondo dell’arte. Il video intende suggerire un gioco da realizzare in famiglia: i piccoli, al buio, con il supporto di una app ( es.GarageBand ) compongono una musica e danzano con bacchette fluorescenti multicolori facilmente reperibili sul web.
L’alchimia di luci e colori stimola la creatività e permette all’adulto di spiegare la storia dell’arte, mostrando ai ragazzi le opere di artisti celebri che hanno fatto della luce la loro maggiore fonte di ispirazione. In questo caso, l’Architetto Duroni ha portato ad esempio Villa Panza, prezioso patrimonio varesino di proprietà del Fai, che vanta opere di Dan Flavin.
Il profilo Instagram @unquadrodite dedica un suo prezioso contributo a questa vera e propria opera d’arte. Il team di questo feed è composto da Matteo Scavetta, Francesca Bogliolo, Roberta Bani e Alice Salvatico che realizzano #audioquadri dedicati all’artista prescelto. Un progetto nato dalla convinzione che l’arte fa parte del nostro bagaglio culturale, così come le fiabe e che, come queste, sappia raccontare la vita sotto forma di metafora. Ecco perché credono che l’arte possa essere raccontata per condurre chi guarda a dialogare in modo costruttivo con il mondo che lo circonda e con sé stesso. Cosa desiderano seminare? Accrescimento culturale, gioia personale, riconoscimento nell’immagine, sperando che producano frutti. Matteo Scavetta, è, tra l’altro, il Capo Gruppo del Fai Giovani Alassio Albenga.

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Brigitte Segura a creative icon

https://fashiondailymag.com/

I have just known Brigitte Segura thanks to Instagram. Her Fashiondailymag really represents her stunning international view. I appreciate her genius, her winning “Eye” about fashion mood: I find her French experience so important for her success. She involves the Reader: I really love this European influence in her articles and shots.In her interesting pages, in my opinion, the key word is”inspiration”. She aims at connecting creative people, stressing their expression in the world. And she captures it!She admits being inspired by icons such as Eugene Souleiman and Pat McGrath, in fact she manages to exalt luxury lifestyle.I appreciate her desire to involve young people in her work, to pay attention to their creative approach aiming at exalting their talent. I wait for you at the next European défilé! 

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Merano Wine Festival

Digital Edition 6 – 10 novembre www.winehunterhub.com

Laura Francesca Trimboli è una donna carismatica e raffinata che narra con passione il suo amore per le uve dorate da cui si ricava il nettare prezioso che è lo Champagne. Ci siamo incontrate da bimbe a scuola, abbiamo frequentato lo stesso istituto ed ora ci siamo ritrovate, lei sempre solare, raggiante, dalla dialettica incantevole. Con i suoi soci presenterà a Merano le etichette scelte con cura negli anni da suo papà Antonino, un nome illustre nel settore dei vini pregiati. Merano Wine Festival lancia un’edizione digital dal 6 al 10 novembre con un ricco palinsesto di contenuti tra convegni, tasting, showcooking, eventi e approfondimenti. Merano Wine Festival è pronta a svolgersi sulla piattaforma www.winehunterhub.com  Laura Francesca Trimboli presenterà la sua selezione dei suoi vins de cru così pétillants da essere stati celebrati da illustri poeti come Guillaume Apollinaire e lo farà all’interno di questo prezioso incubatore. Il contributo di Francesca e dei suoi soci merita una visione. La storia della sua famiglia è coinvolgente poiche’ affonda le sue radici nel mondo della grande creatività italiana, la tradizione sartoriale di inizi ‘900. Il papà Antonino è figlio di un sarto che dal 1928 aveva una sua attività in via Senato, a Milano e vestiva personalità di spicco. Dopo un periodo nella maison di famiglia, sceglie di seguire il suo amore per il settore beverage e inizia a lavorare per alcune note aziende del settore per poi approdare al suo amato ChampagneComplice la grande amicizia con Mario Bagutta, Antonino Trimboli coinvolge con il suo geniale intuito olfattivo la clientela della Milano che conta, che gli si affida per degustare le etichette di champagne e di sauternes. Lo stesso accadeva all’hotel  “Vittoria” di Milano con il celebre Gualtiero Marchesi che lo cita nel suo “Marchesi si nasce, questa è la mia storia” come un prezioso selezionatore di vini in grado di scovare per lui tutte le novità pressoché introvabili. La douce France esercita un grande charme su Antonino tanto da esplorarne personalmente quei suoi vitigni che producono squisitezze. Lui vi si appassiona a tal punto da recarsi dai produttori, conoscerli, esaltarne l’operato per scoprire nuovi gioielli sconosciuti come Paul Bara, Bonnaire, Busin, Chiquet, Goutorbe, Michel, Leclerc, Hebrart, Larmandier, Barnaut, Gonet-Sulcova e tanti altri anche del mondo dei distillati, come i Calvados, i Cognac, gli Armagnac. E ora con i suoi due soci Andrea Briano e Mauro Mirgovi porta il nome delle squisitezze del beverage sulle tavole più prestigiose. 

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Annakiki, mfw2020

Annakiki immagina una ragazza del futuro che intraprende un viaggio nel tempo: dal 2080 approda nel 1980! Durante anni di ripresa economica globale, le classi sociali si dividono e gli abiti divengono per la gente un importante mezzo di espressione delle propria individualità. Figure femminili indipendenti, intraprendenti ed emancipate stravolgono la tradizione e mostrano la propria originalità tramite colori, energia e look eccentrici. Nell’era antecedente all’avvento di internet e dei social media, le attività sociali coinvolgevano le persone in modo diretto, in diverse occasioni quali cocktail parties, balli, cene ed eventi con sottofondo pop, da Madonna a Prince. La viaggiatrice del tempo ANNAKIKI mescola brillantemente lo stile sfolgorante del femminismo anni ‘80 alla moda del futuro.

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Palazzo Verbania di Luino prezioso scrigno

Leone Lodi è uno scultore la cui produzione dona risalto ad alcuni tra i più imponenti edifici che inorgogliscono i milanesi come le statue di Palazzo Mezzanotte. A Palazzo Verbania, prezioso gioiello Liberty che si affaccia a Luino sul Lago Maggiore, il Direttore Artistico Chiara Gatti ci ha tenuto a mostrarne una testimonianza nelle vetrinette dell’Archivio dedicato a Vittorio Sereni:  cinque testine di gesso e terracotta degli anni Venti e Trenta del grande artista accompagnano una lettera del poeta luinese in cui si interessa della sua produzione. In questi giorni a Palazzo è fruibile una bella esposizione dedicata agli Oscar Mondadori a cura di Luigi Mascheroni e di Federico Crimi. Info Infopoint Luino 0332.530019

Da Camera di Commercio bandi con una dotazione di oltre 250mila euro a favore degli operatori

VARESE TURISMO: CONTRIBUTI E SUPPORTO CONCRETO

Diversi i bandi: a sostegno di eventi turistico-sportivi, per il mondo della cultura e per i consorzi turistici

Un impegno nella continuità per dare un supporto concreto a un settore turistico che sul nostro territorio, dopo un forte sviluppo quantitativo e qualitativo, è alle prese con le ingenti difficoltà indotte dall’emergenza sanitaria. Difficoltà che evidenziano i dati relativi al 2020: 500mila arrivi (-65% rispetto all’anno precedente) e 949mila pernottamenti (-58%).

Camera di Commercio rilancia e mette a disposizione nuove risorse per gli operatori economici: «Si tratta di oltre 250mila euro per bandi a sostegno di eventi turistico-sportivi, per il mondo della cultura e per i consorzi del settore» spiega il presidente Fabio Lunghi, aggiungendo subito dopo: «Questo nella convinzione che, come evidenziano tutti i mega trend, i driver che caratterizzeranno la ripresa turistica saranno quelli legati allo sviluppo di modelli dove i valori forti sono quelli delle specificità naturalistico-culturali dei territori. Ambiti in cui la nostra provincia ha ottime carte da giocare, con le sue bellezze ambientali e artistiche, la presenza di ben quattro siti patrimonio dell’Umanità Unesco e un contesto geografico dove l’azzurro dei laghi s’interseca con il verde delle vallate prealpine: una straordinaria “palestra all’aria aperta” per vivere esperienze green&active ad altissimo profilo. Del resto, pur nelle difficoltà, lo abbiamo già visto nella scorsa estate, quando i nostri investimenti sul turismo di prossimità, ma soprattutto le capacità degli operatori, hanno favorito una cospicua crescita delle presenze italiane nella zona dei laghi varesini. Ora dobbiamo guardare ancor in avanti, con la giusta fiducia e, soprattutto, con quel forte impegno che, da sempre, caratterizza la nostra imprenditorialità».

Entrando, quindi, nel dettaglio dei bandi approvati dalla Giunta, il primo è quello relativo al sostegno agli eventi di natura turistico-sportiva che costituiscano un fattore d’attrattività, qualificazione e potenziamento dell’offerta. Qui, ci sono a disposizione 60mila euro, con un contributo che potrà toccare anche i 10mila euro per eventi di natura turistico-sportiva e di 5mila per i progetti volti a migliorare l’attrattività del territorio e la scoperta di luoghi a particolare rilievo e interesse, sempre nell’ambito del green&active. «Va sottolineato – riprede Lunghi – come, partendo dal 2016 e fino allo scorso anno, Camera di Commercio abbia già messo a disposizione quasi 400mila euro su bandi che hanno sostenuto 104 eventi. Iniziative di carattere turistico-sportivo che hanno visto la presenza di 200mila tra atleti e spettatori, con evidenti ricadute a favore delle strutture ricettive del nostro territorio».

Passando al secondo bando, quello relativo agli eventi e alle iniziative di natura culturale, anche qui ci sono a disposizione 60mila euro, con un contributo massimo di 12mila euro a fondo perduto o l’equivalente in termini di messa a disposizione di sale e spazi di Camera di Commercio. Nel 2020 si svolse la prima edizione del bando, che attribuì risorse a 14 eventi, generando ricadute di 315mila euro.

Un terzo bando è, poi, quello che vuole sostenere, con 100mila euro, iniziative di promozione della filiera turistica attraverso il coinvolgimento di consorzi/società consortili: questo con la loro attività di promo-commercializzazione dell’offerta locale. Non mancherà un ulteriore impegno di 40mila euro di Camera di Commercio su un bando regionale di prossima attivazione.

«Ancora una volta, ci mettiamo in azione – conclude Lunghi –. Il tutto alla luce del fatto che, anche in questo 2021, pur alla luce delle incertezze che stiamo tutti vivendo, il nostro ente camerale e le associazioni rappresentative del settore stanno avviando la definizione di una programmazione di ulteriore rilancio turistico, inteso nella sua accezione più ampia. Una programmazione basata su alcune linee strategiche che presenteremo, per una proficua condivisione, ai Comuni della provincia sede degli InfoPoint Turistici Regionali».

N.b.

In allegato:

  • slide pernottamenti generati da singoli eventi turistico-sportivi 2018-20 supportati nell’ambito del progetto Varese Sport Commission

Le arti si fondono per esaltare la bellezza e ne esce un sublime incanto. Eleonora Lastrucci, creativa eclettica, ha vestito la prima ballerina del Teatro alla Scala di Milano per uno shooting fotografico che ha avuto scenari di grande arte, palazzi storici che racchiudono sogni d’antan a Prato, nella stupenda Toscana.

La raffinata preziosità di stoffe eterne come la seta georgette, le paillettes su pizzo, la foglia d’oro, il macramè dorato esaltano lo stile architettonico e le opere d’arte di pregio.

I gioielli sono di Cornier 1757 e le foglie d’oro utilizzate per le acconciature di Giusto Nanetti Battiloro di Campi Bisenzio. Gli scatti sono di Andrea Varani e di Francesco Bolognini, l’art Director Romeo Conte.

Eleonora Lastrucci si conferma una geniale Anima ispirata per condurci per mano in un sublime mondo parallelo in cui regna l’incanto.

TORNA “GIALLO STRESA”

L’assessorato alla Cultura della Città di Stresa ha voluto riproporre Giallo Stresa, il premio letterario dedicato ai racconti inediti di genere giallo, noir e thriller ambientati in località di lago ben identificate del Piemonte, Lombardia e Svizzera Italiana. Previsti due appuntamenti importanti in attesa di “Giallo Stresa” con due Signore del Giallo che ambientano sui laghi i loro romanzi: l’8 maggio alle 16,30 Marina Di Guardo presenterà allo Skybar dell’hotel La Palma (che l’organizzazione ringrazia per la disponibilità)il suo ultimo thriller “Nella buona e nella cattiva sorte” (Mondadori), che è ambientato sul lago Maggiore.

Il 22 maggio arriverà Elisabetta Cametti con il suo “Muori per me” (Piemme), uscito a gennaio e ambientato in parte sul lago di Como. Appuntamento con la scrittrice alle 17 in piazza Cadorna, per un “aperitivo in giallo”.

Gli Amici delle Sempiterne ringraziano Ambretta Sampietro per la segnalazione di questo importante appuntamento.

Già pronto il bando 2021: in palio per il vincitore c’è la prestigiosa pubblicazione del racconto sul Giallo Mondadori, oltre a numerosi premi per i finalisti, che permetteranno di promuovere le bellezze del territorio.La partecipazione al premio è gratuita. I racconti devono essere inviati entro il 31 maggio 2021. Maggiori informazioni presso https://giallo Stresa.jimdofree.com/

Il premio ha una forte valenza turistica, oltre a quella culturale. La letteratura è un ottimo veicolo di promozione, dal momento che spesso chi scrive compie sopralluoghi nei posti in cui ambienta a sua storia. Chi legge è sicuramente invogliato a visitare i luoghi di ambientazione dei racconti che ha amato.

Da quest’anno, inoltre, è previsto anche il premio speciale “Voce del lago” per il racconto che meglio esprime l’atmosfera del lago. Il prescelto sarà letto e interpretato da Gerardo Placido con una speciale pubblicazione online.

I racconti verranno vagliati da una pre-giuria composta dal professor Alberto Bellocco, medico legale, dalla giornalista e blogger Maria Elisa Gualandris, dal libraio Maurizio Leone, dall’ideatrice del premio Ambretta Sampietro e dal luogotenente dell’Arma dei Carabinieri Massimo Verzotto. Saranno individuati 20 finalisti. Il vincitore verrà scelto tra questi da una giuria finale, presieduta dal Direttore Editoriale delle collane edicola Mondadori Franco Forte e composta dall’attore e produttore Gerardo Placido, dallo scrittore e giornalista Andrea Fazioli, dalla traduttrice e consulente editoriale Carmen Giorgetti Cima e dallo scrittore e giornalista Luigi Pachì.

“Sono molto contenta del ritorno di questo concorso letterario – commenta il sindaco di Stresa Marcella Severino -. Un bellissimo progetto quello ideato da Ambretta Sampietro cui vanno i miei ringraziamenti, un premio che coniuga cultura e territorio. Attraverso i racconti i lettori potranno fare un viaggio sul lago e chissà essere invogliati a visitare i luoghi narrati. Questo sarà il primo appuntamento di un evento che vogliamo diventi una tappa fissa nel calendario di Stresa. Ringrazio l’assessore alla cultura Maria Grazia Bolongaro che si sta adoperando per l’organizzazione dell’evento, Maria Elisa Gualandris e la Libreria Leone di Stresa per la preziosa collaborazione e tutte le aziende che hanno voluto offrirci i premi per i finalisti”.

“Sono orgogliosa di aver riportato Giallo Stresa nella sua collocazione originaria – dichiara l’assessore a Cultura e Turismo Maria Grazia Bolongaro -. Il progetto è stato accolto con entusiasmo dal Sindaco e dalle organizzatrici. Ringrazio Ambretta Sampietro per aver accettato di ripresentarlo e Maria Elisa Gualandris e la Libreria Leone per aver cominciato la collaborazione con il Premio, oltre alle realtà che hanno contribuito offrendo interessanti premi. Ricominciamo da qui per crescere di anno in anno. Lo scopo del concorso è la promozione della scrittura e della conoscenza delle località di lago. La valenza è doppia: letteraria e turistica”.

Il premio ha ottenuto il patrocinio di Provincia del Vco, Città di Stresa,  Distretto Turistico dei laghi, Regio Insubrica, Unione Industriale Vco, Terre Borromeo, associazione Gente di Lago e Soroptimist Club.

… UN PO’ DI STORIA

Giallo Stresa si è svolto a Stresa negli anni 2012, 2013 e 2014 ed è continuato nel 2015 e 2016 con il nome di Gialli sui Laghi, con eventi anche a Baveno, Omegna e Varese (in collaborazione con il premio Chiara).

Il premio ha sempre avuto forti legami con tutto il territorio della Regio Insubrica.

Nel corso degli anni ha visto la partecipazione di concorrenti da tutta Italia e dalla Svizzera.

Marina Di Guardo

Marina Di Guardo è nata a Novara ma ha origini siciliane e vive a Cremona; è autrice di romanzi, soprattutto di genere thriller. Ha lavorato come vicedirettrice dello showroom di Blumarine, prima di dedicarsi alla scrittura.

Ha esordito nella narrativa nel 2012 con il romanzo L’inganno della seduzione, pubblicato dalla casa editrice Nulla Die. È seguito, sempre per lo stesso editore, Non mi spezzi le ali (2014). Nel 2015 ha pubblicato nella collana digitale ZoomFiltri di Feltrinelli, curata da Sergio Altieri, Bambole gemelle. Dall’editore Feltrinelli, per i cinque anni della collana Zoom, è stata inserita anche nella raccolta che contiene quindici testi dei migliori autori della collana. Nel 2016 pubblica per la Delos Books di Franco Forte l’ebook Frozen bodies.

Nel 2017 passa a Arnoldo Mondadori Editore e pubblica il romanzo Com’è giusto che sia. L’opera ha portato l’autrice in giro per l’Italia in numerose presentazioni ed è stata definita dal critico Gian Paolo Serino come “la rivelazione dell’anno”.

Il 15 gennaio 2019, Mondadori pubblica il romanzo thriller La memoria dei corpi, di cui sono stati venduti i diritti per trarne un film, e che è in corso di traduzione in diversi Paesi esteri. Dal 2019 è anche opinionista nel rotocalco televisivo Mattino Cinque su Canale 5.

Il 24 novembre 2020 esce per Mondadori il romanzo Nella buona e nella cattiva sorte.

Elisabetta Cametti

Nata nel 1970 a Gattinara, dopo la laurea in Economia e Commercio all’Università Bocconi di Milano ha iniziato a lavorare nell’editoria, prima come direttore generale della divisione collezionabili della casa editrice De Agostini e successivamente nel gruppo Eaglemoss a Londra.

Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo, K-I guardiani della storia, un thriller che ha per protagonista Katherine Sinclaire, manager dell’editoria alla prese con un intrigo archeologico che rimanda a un cerimoniale etrusco.

Il personaggio di Katherine Sinclaire torna anche in K-Nel mare del tempo, uscito nel 2014 e ambientato tra il Medioevo e l’epoca contemporanea, e in K-Dove il destino non muore, pubblicato nel 2018. K-Dove il destino non muore ha vinto la 67ª edizione del Premio Selezione Bancarella (2019).

Nel 2015, in simultanea con l’uscita negli Stati Uniti della versione inglese di K-I guardiani della storia (The Guardians of History), pubblica Il regista, con cui inaugura la saga 29 e crea un nuovo personaggio, Veronika Evans, fotoreporter di New York coinvolta nella caccia a un

serial killer di ospiti televisivi. Veronika Evans è al centro anche di Caino (2016), secondo capitolo della serie 29.

Nel 2021 ha pubblicato Muori per me, il suo primo thriller psicologico. La protagonista è una fashion blogger che riesce a trasformare i social network in un’arma.

Partecipa in veste di opinionista su casi di cronaca nera e attualità a programmi televisivi su Rai 1 e sulle reti Mediaset.

Oggi ricorre il compleanno di Piero Chiara, romanziere nativo di Luino,  perla preziosa incastonata nella sponda lombarda del Lago Maggiore. Che strane le coincidenze. Conobbi il grande regista Pupi Avati proprio in questa città, quando gli venne riconosciuto il Premio Chiara alla Carriera.

Mi ricordo la sua piacevole e intrigante narrazione, la sua capacità istrionica di appassionarci alla sua raffinata elegante e colta professionalità accompagnata al tempo stesso da una verve direi unica.

Proprio oggi Pupi Avati alle ore 17 terrà l’anteprima veronese del Dantedì sul sito www.danteaverona.it portale delle manifestazioni veronesi in memoria di Dante.

Pupi Avati comunicò durante il Chiara alla Carriera tutta la sua umanità ed il suo genio artistico, descrivendo la sua vita attraverso lo sguardo dei suoi artisti, protagonisti assoluti delle sue opere cinematografiche. Dedicò il premio a Mariangela Melato.

Proprio di questi giorni la conferma del Mibac per finanziare la realizzazione del suo film dedicato a Dante Alighieri. Pupi Avati ci donerà una interpretazione del sommo poeta che sicuramente appassionerà tutti noi. Con l’auspicio che un domani possa dedicare un premio ad uno degli interpreti di questo film proprio come fece qui a Luino con la grande attrice Melato  

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura Francesca Briani, il regista dialogherà con il Professor Paolo Pellegrini dell’Università di Verona. Modera l’incontro la giornalista Elisa Innocenti.

Simona Fontana

Dantedì

Giovedì 25 marzo Verona dedica al Sommo Poeta

letture, dialoghi, video, conferenze con ospiti internazionali (danteaverona.it)

Per il Dantedì,giovedì 25 marzo tutta l’Italia risuonerà delle parole e dei versi del Sommo Poeta.

Il Comune di Verona celebra l’evento con letture, dialoghi, video, e conferenze con studiosi illustri italiani e stranieri, attori, esperti di storia dell’arte medioevale, italianisti e dantisti, all’insegna del pensiero di colui che oltre alla nostra bella lingua, ci ha trasmesso un patrimonio di valori ancora importante per la contemporaneità. Uno per tutti: Considerate la vostra semenza / fatti non foste per viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza (Inferno, XXVI, 118-120).

La città scaligera ha inaugurato, lo scorso dicembre, un palinsesto di iniziative multidisciplinari, che vedono la collaborazione sinergica delle principali istituzioni culturali veronesi, per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante e il suo legame speciale con Verona: Dante a Verona 1321 – 2021 (danteaverona.it).

Verona fu per Dante seconda casa dopo l’esilio da Firenze: la Commedia è ricca di riferimenti alla città veneta e ai suoi personaggi storici, in particolare a Cangrande della Scala, signore di Verona.

È Cacciaguida, antenato di Dante, a parlargli di Cangrande, nel Paradiso, quando gli profetizza l’esilio da Firenze e il rifugio a Verona, sotto la protezione dei Della Scala, e in particolare di Cangrande, uomo dalle notevoli virtù militari, politico scaltro e generoso mecenate.

Nel secondo decennio del Trecento Dante risiedette a lungo a Verona e a lui dedicò il Paradiso. L’Epistola che gli indirizzò, in latino, contiene la dedica della terza Cantica: «…e perciò molto a lungo esaminai i poveri doni che potevo farvi e ne misi qualcuno da parte e poi li riesaminai attentamente domandandomi quale fosse il più degno di voi e a voi più gradito.

E non riuscii a trovare niente tanto adatto a vostra altezza quanto la suprema cantica della Comedìa che s’adorna del titolo di Paradiso. Questa, con la presente epistola che assolve perciò le funzioni di un epigramma di dedica, metto sotto il vostro nome, questa vi offro, questa vi affido» (Epistola a Cangrande, XIII, 10-11).

il Sindaco Federico SBOARINA

«Le celebrazioni e in particolare il Dantedì sono un’opportunità speciale per la città scaligera, che attraverso questa ricorrenza, potrà far conoscere, in Italia e nel mondo, i tanti aspetti storico-culturali che la legano al Sommo Poeta ha evidenziato il sindaco Federico Sboarina –. Queste celebrazioni, lo dico con grande orgoglio, gettano una luce, per taluni inedita, sul ruolo che la terra scaligera ebbe nella vita di Dante. Un legame evidenziato anche nel ricco e articolato programma di eventi che si terranno a Verona nel corso di tutto il 2021. Grazie alla stretta collaborazione tra numerose istituzioni e associazioni culturali del territorio, per questa ricorrenza è stato preparato un calendario di iniziative multidisciplinari, in grado di attrarre un pubblico intergenerazionale ed estremamente diversificato. La figura di Dante, infatti, non può essere collegata solo alla letteratura, ma ci impone di ampliare la nostra visione su più aspetti della sua vita e del suo legame con la nostra città e la nostra storia».

Assessore alla Cultura

«Il Dantedì diventa un’occasione di festa, in quel 25 marzo che è, secondo gli studi più accreditati, la data d’inizio del viaggio cantato nella Divina Commedia – aggiunge Francesca Briani, assessore alla Cultura. A Verona, il Dantedì sarà un programma concentrato e denso di eventi, articolato tra diverse discipline e linguaggi, per il grande pubblico e per gli specialisti, con ospiti internazionali: un viaggio nel tempo, nei secoli che ci separano da Dante così densi di letture, di visioni, di interpretazioni. E insieme sarà un viaggio nello spazio, dentro la città vissuta e amata da Dante e, da qui, aperto all’ampio orizzonte dei dantisti di tutto il mondo. Siamo grati a tutte le realtà cittadine che ci hanno coadiuvato nella ideazione e costruzione di questa giornata e a quelle istituzioni internazionali come il museo di Berlino che ci regalano la possibilità, unica, di godere della vista di capolavori come i disegni di Botticelli».

Aspettando il Dantedì con Pupi Avati

Aspettando il Dantedì, martedì 23 marzo alle ore 17, sul sito delle manifestazioni veronesi in memoria di Dante (danteaverona.it) ci sarà un ospite d’eccezione: il maestro Pupi Avati.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura Francesca Briani, il regista dialogherà con il professor Paolo Pellegrini dell’Università di Verona, sul suo nuovo film che porterà in televisione la vita di Dante Alighieri. Modera l’incontro la giornalista Elisa Innocenti.

Il programma

La Verona di Dante: un viaggio in video con la regia di Fabrizio Arcuri e le musiche del compositore Giulio Ragno Favero, per condurre il pubblico nei luoghi del Poeta in città, con la narrazione della giornalista Francesca Barra che dà voce a un racconto, a partire da un testo originale della scrittrice Ginevra Lamberti. A intervallare il racconto, brani danteschi letti dall’attore Claudio Santamaria.

Dante’s box. Voci e suoni dalla Divina Commedia, tracce audio di 15 minuti ciascuna, che catapultano nella modernità 21 canti della Commedia. Le voci di attori e ospiti speciali come Lino Guanciale, Filippo Nigro, Isabella Ragonese, Vinicio Marchioni e Leo Gullotta si alternano, agli altri appuntamenti della giornata, permettendo agli spettatori di immergersi nei versi danteschi, resi più vividi da musiche originali. Il regista Fabrizio Arcuri e il musicista e compositore Giulio Ragno Favero hanno infatti immaginato un percorso nelle Cantiche a partire da una sonorizzazione che ne esalta i passaggi.

Francesca Rossi, storica dell’arte, direttrice dei Musei Civici di Verona, presenta, insieme alla collega Dagmar Korbacher, direttrice del Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino, l’immagine coordinata elaborata per le celebrazioni veronesi, legata alla mostra diffusa che animerà i luoghi danteschi della città nel corso dell’anno. L’immagine è ispirata a uno dei disegni di Sandro Botticelli per l’illustrazione della cantica del Paradiso che, eccezionalmente, il museo di Berlino renderà disponibile per la sezione della mostra intitolata Tra Dante e Shakespeare: il mito di Verona, in preparazione alla Galleria d’Arte Moderna “Achille Forti” (7 maggio – 3 ottobre 2021).
Le due direttrici racconteranno la storia dello straordinario nucleo di disegni botticelliani entrati nel 1882 nelle collezioni statali berlinesi, soffermandosi sulle ragioni per cui queste opere occupano un ruolo chiave nel progetto scientifico dell’esposizione veronese.

Il 25 marzo si potrà avere anche un video-assaggio in anteprima della mostra Dante negli archivi. L’Inferno di Mazur allestita al Museo di Castelvecchio, a cura di Francesca Rossi, Daniela Brunelli, Donatella Boni (fino al 3 ottobre 2021), che propone al pubblico le 41 acqueforti e acquetinte che l’artista americano Michael Mazur produsse ispirandosi ai Canti dell’Inferno. Alle opere sono accostati brani danteschi tradotti dal poeta e scrittore statunitense Robert Pinsky, amico di Mazur.

La filologa Lucia Battaglia Ricci, già docente all’Università di Pisa, membro del Comitato Scientifico per l’Edizione nazionale dei Commenti Danteschi, e autrice di numerose pubblicazioni tra cui Dante per Immagini (Einaudi) tiene una lezione per immagini dal titolo La Commedia e gli artisti: il caso Ugolino. Potente e insuperato intreccio di sublime patetico e orrore tragico, la storia di Ugolino è forse quella che ha goduto di più duraturo successo presso gli artisti che nel corso del tempo hanno tentato di tradurre in immagini le straordinarie invenzioni dell’Alighieri.

Omaggio a Francesca, videoconferenza dell’italianista Natascia Tonelli, dell’Università di Siena, che riflette sulla prima anima incontrata da Dante fra i dannati, Francesca da Rimini, protagonista di uno degli amori più celebri della letteratura. Alcuni studiosi ne deplorano la personalità sostenendo che Dante la raffiguri come cattiva lettrice, un’intellettuale di provincia un po’ attardata, e propongono per il suo personaggio la definizione di “Bovary del Duecento”. Secondo Natascia Tonelli, invece, i versi di Dante tratteggiano Francesca come una donna colta, che dà prova di conoscere la tradizione classica e la letteratura romanza, narrativa e lirica: ne incarna i valori con autonomia di giudizio e, con competente personalità, rivendica le proprie scelte.

L’attore Marco Pagani, legge un testo di Umberto Eco da Diario MinimoDolenti declinare“, rapporto di lettura destinato all’editore che dovrà decidere la pubblicazione di un nuovo testo… la Divina Commedia di tal Alighieri Dante. Il video è stato concesso in anteprima dagli autori del canale YouTube “Incursioni letterarie”.

La chiusura del Dantedì, alle 17.30, è affidata al dialogo in diretta tra il dantista Zygmunt Baranski dell’Università di Cambridge e il filologo Paolo Pellegrini dell’Università di Verona, autore del recentissimo libro Dante Alighieri. Una vita (Einaudi). La presentazione del volume è occasione per i due studiosi di confrontarsi sulle più recenti ricostruzioni biografiche del Sommo Poeta, sul rapporto di Dante con la realtà storica e culturale del Medioevo, sulla necessità di coniugare le esigenze della ricerca scientifica e quelle dell’alta divulgazione. Presenta l’incontro l’assessore alla cultura Francesca Briani.

Un altro video permetterà al pubblico di entrare in modo inedito dietro le quinte del restauro in corso della statua di Dante in Piazza dei Signori. La statua è opera di Ugo Zannoni, uno dei maggiori scultori dell’Ottocento veronese, cui è dedicata una mostra alla GAM fino al 5 ottobre. La sua fama è legata principalmente alla realizzazione di questo monumento-simbolo, inaugurato alle quattro del mattino nella notte tra il 13 e il 14 maggio del 1865 per scongiurare la reazione degli Austriaci, allora al governo della città scaligera, che vedevano in questo monumento il valore simbolico di italianità e di agognata libertà dallo straniero.

L’Arte dei Medici e Speziali era una delle sette Arti Maggiori delle corporazioni di arti e mestieri di Firenze di cui Dante fu uno dei membri più celebri. Non poteva mancare dunque in questa carrellata multidisciplinare di eventi, anche il binomio Dante/medicina. Sarà trasmesso il video Dall’inferno del Covid…a riveder le stelle“, frutto del lavoro di un gruppo di Medici dell’AULSS 9 di Verona animati dalla volontà di trovare un fil rouge nel concetto “umanità” tra la Divina Commedia di Dante Alighieri e il loro vissuto negli ospedali durante l’epidemia da Coronavirus, laddove l’umanità della cura è stata stravolta. Lavorando di concerto con il Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università di Verona sono state individuate alcune terzine della Commedia correlate al corpo umano. È curioso sapere che nella Commedia compaiono: 12 volte la parola naso;volta la parola polmone;50 laparola aria;11 la parola ossa ela parola vene;18 la parola spalle, 21 la parola collo, 42 laparola piedi e la parola testa; 20 la parola mani14 la parola cuore;48 laparola sangue, 298 la parola occhi;la parola mammella;6 la parola raggio/raggie infineper32 volte si ripete la parola paura.   Queste parole sono diventate pretesto per lanciare e divulgare in modo creativo messaggi di promozione alla salute “dopo il Covid”.  

In ultimo, ma non certo per importanza, si segnala il contributo a questa giornata della Diocesi di Verona, tra le istituzioni principali che partecipano al tavolo delle celebrazioni dantesche: alle ore 21 andrà in onda su Telepace e sul Canale YouTube della Diocesi, una puntata dedicata a “Dante Pellegrino“. Il Vescovo Mons. Giuseppe Zenti e il prof. Stefano Quaglia condurranno il pubblico alla scoperta di Dante, uomo di fede e cultura, anche grazie agli interventi dei due vescovi di Firenze e Ravenna. Interverranno numerosi ospiti tra cui: don Bruno Fasani, Paolo Pellegrini, Maria Clara Rossi, Donato Pirovano. Il racconto sarà intervallato da letture di brani della Commedia letti da due giovani attori nei luoghi danteschi della città.

Informazioni su: www.danteaverona.it

Filippa Lagerbäck, ambasciatrice del progetto Varese Sport Commission, in un nuovo format che combina racconto tv e dinamicità del web

CON FILIPPA NEGLI ANGOLI PIÙ BELLI DEL VARESOTTO

Con il supporto di Camera di Commercio, in due puntate le eccellenze “active&green” del nostro territorio

S’intitola #PlanetFilExperience ed è un format nuovo, che unisce l’esperienza del racconto tv alla dinamicità delle piattaforme web. Il mondo fatto di natura, sport e benessere – caro a Filippa Lagerbäck, già ambasciatrice dell’iniziativa Varese Sport Commission di Camera di Commercio – viene raccontato in diretta: stories ricche di consigli, suggerimenti e curiosità con una buona dose di ironia e spontaneità perché la vita è anche saper cogliere il bello nelle piccole cose di ogni giorno.

«Questo mio progetto nasce per scoprire gli angoli più belli del nostro Paese con suggerimenti di mete, esperienze e attività adatti a tutta la famiglia. Naturalmente, per quando si potrà viaggiare di nuovo…. Vi porto a esplorare il bellissimo territorio che ho la fortuna di chiamare casa, la provincia di Varese. Partiamo da Ispra sul Lago Maggiore per fare la suggestiva Passeggiata dell’amore, facciamo un picnic sull’acqua e poi chissà dove finiremo… Magari a toccare il cielo con un dito! Pronti, partenza…via!» spiega la conduttrice televisiva, presentando la prima delle due puntate dedicate alle nostre eccellenze “active&green”, con approfondimenti rispettivamente sulle bellezze che circondano il Lago Maggiore e sulla straordinarietà della “terra dei laghi” vista dall’alto grazie al parapendio.  Il tutto, naturalmente, nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid, con gli operatori e i protagonisti dei video sottoposti a tampone prima di ogni ripresa.

I due appuntamenti varesini di #PlanetFilExperience sono stati resi possibili dalla sinergia con Camera di Commercio: «Vogliamo supportare in modo concreto gli operatori nel kick off – spiega il presidente Fabio Lunghi –. Chi meglio di Filippa, che li vive e apprezza, può valorizzare gli angoli più belli del Varesotto? Siamo orgogliosi di poter contare ancora una volta sulle sue competenze, sulla sua professionalità e sulla sua empatia per le nostre eccellenze ambientali, naturalistiche e in tema di sport, in particolare quello legato alle passioni di chi ama praticarlo in mezzo al verde e ai bordi dei nostri laghi. Del resto, già nel 2020 abbiamo attivato una nuova strategia di comunicazione puntando al rilancio della reputation del territorio. E anche per il 2021 puntiamo in particolar modo sul turismo di prossimità e di contatto con la natura, il cui target di riferimento per Varese è il bacino milanese e regionale in generale. Un target raggiungibile anche attraverso la comunicazione pervasiva dei social media, attivando forme di collaborazione con influencer e testimonial ad alto profilo, qual è appunto Filippa, che rappresentano autentici motori di spostamento di flussi turistici».

Un progetto innovativo, dunque, che parte dalla volontà di Filippa Lagerbäck di divulgare quel bello, accessibile ai più, che caratterizza Varese e il suo territorio: la magnificenza del paesaggio, lo sport e l’esperienza nel verde. Il tutto per imparare ad amare e rispettare sempre di più l’ambiente che ci circonda. 

Uno splendido palazzo cinquecentesco sito nel cuore di Milano, luogo stupendo in cui si ammira quanto di più prezioso possa creare un essere umano, a partire da una volta affrescata da Andrea Appiani che rappresenta l’Aurora, quel Carro del Sole citato anche nei Salmi biblici: Palazzo Cusini è un bene che in passato ha riaperto il suo portale strambato grazie al Fai,  edificio storico in cui si possono scoprire anche stucchi di Giocondo Albertolli. Solo in un contesto di questa meraviglia poteva vibrare l’arte di Giuseppe Fata. Il Maestro ci dona uno slancio verso l’infinito, avvalendosi di stili assolutamente contemporanei ma anche d’antan, in cui influenze nelle forme di opere d’arte leonardesche si armonizzano con quelle del suo trascorso da stilisti come Valentino che ritrovo nella scelta delle cromie. Tutto è impalpabile, etereo, spirituale nei toni raffinati e decisi.

<<L’ispirazione della mia nuova collezione sulle teste sculture nasce da un episodio avvenuto a Parigi nel lontano 1998. – commenta Giuseppe Fata – Al termine di una sfilata, incrociai la famosa signora Piaggi. La riconobbi e rimasi a guardarla, ammaliato dalla sua forte personalità. Nel momento in cui mi passò davanti, le cadde un fiocco dal cappello che raccolsi immediatamente. Andai subito verso di lei per riconsegnarglielo. La signora Piaggi mi ringraziò e chiese quale fosse il mio nome. Emozionato e incantato le risposi. A quel punto, lei mi sorrise e disse: “Lo può tenere! É un mio regalo, ne faccia tesoro… e un giorno si ricorderà di me”.>>

Donna ispirata dal concetto di Vintage,  Anna Piaggi  curava le D.P. Doppie Pagine di Anna Piaggi” per Vogue, da qui la collezione Piaggissima che è stata tra le protagoniste del Fashion Film Drawer of Dreams” realizzato dalla Beauty Fashion Accademy per Milano Fashion Week F/W 2021 nell’affascinante dimora della contessa Maria Teresa Vespignani Boselli, presso lo storico Palazzo Cusini a Milano.

Il progetto moda Piaggissima è stato realizzato in collaborazione con il fotografo Lello Chiappetta e il Make-Up Artist Dario Caminiti, quest’ultimo collaboratore da più di un decennio del designer.

In questi giorni si è svolta una Milano Fashion Week che ha fatto molto parlare, una proposta digitale che ha appassionato ed entusiasmato non solo gli addetti ai lavori. La preziosità delle fibre è anche una preziosa alleata anche per la bellezza.

Valentina Minauro @valentina_naturopata ha conseguito l’attestato in naturopatia tradizionale orientale (https://www.accademiainao.it/scuola-di-naturopatia-tradizionale-orientale/) con un percorso che la impegna oramai da anni e opera nel settore. Per la festa della donna sottolinea l’importanza delle materie prime del tessile per la bellezza ed è disponibile per questa circostanza ad un trattamento di prova di bellezza. Valentina è contattabile anche al suo profilo di facebook Valentina Minauro o alla mail valentina.minauro@gmail.com

“Vi consiglio di applicare l’olio di semi di lino sul corpo dopo la doccia, con la pelle ancora umida con un leggero massaggio fino a completo assorbimento. Sentirai che l’olio scorre bene sotto le mani lasciando la tua pelle ben nutrita, non unta e idratata. Il suo uso è perfetto anche per ammorbidire zone particolarmente ruvide come gomiti, ginocchia e talloni e ripara le screpolature e i rossori alle mani.

Lo puoi usare come struccante, come coadiuvante per le occhiaie, inoltre grazie alla Vit E è perfetto come anti-age oltre che per contrastare acne e brufoli. L’olio di lino è perfetto come olio da massaggio su tutto il corpo.

Se hai i capelli crespi puoi applicare l’olio di semi di lino come balsamo ristrutturante, reidrata il fusto ed elimina l’effetto crespo, rendendo i tuoi capelli lucidi e lisci. Se i tuoi capelli sono particolarmente danneggiati puoi applicare un impacco di olio solo sulle lunghezze per nutrire il fusto, e lasciarlo in posa circa mezz’ora, prima dello shampoo. Se soffri di problemi di forfora puoi applicare l’olio di semi di lino direttamente sul cuoio capelluto, farà un azione seboregolatrice. Qualche goccia sui capelli già asciutti, inoltre, aiuta a prevenire e ridurre le doppie punte. In estate, l’olio di lino dona buona protezione contro sole e salsedine, prevenendone la secchezza”.

Nel territorio italiano, in alcune realtà, l’utilizzo delle materie prime del tessile affonda le sue radici in un passato lontano. Al confine Italo svizzero, ad esempio, luogo in cui vive Valentina, ai mercati molte erano le bancarelle del settore tessile con lane, tele, filati, pizzi e tinture: il quadro di metà ‘800 vede Luino, città più popolata della sponda lombarda del Lago Maggiore, protagonista di quella che sarà una vera e propria esplosione nell’industria tessile con la nascita di tintorie e stamperie su tela, filande a vapore con torcitoi .

“Questo territorio si era già presentato nel censimento napoleonico dei ‘ commercianti fabbricatori banchieri sensali ed artisti ‘come luogo di filandieri. L’origine del setificio e la diffusione della bachicoltura si deve proprio a quei tempi. Diverse erano le fasi produttive. La filanda curava la trattura con fornelli in cui si cavava il filo dai bachi formando matasse di seta greggia. Negli incannatoi si passava all’ incannatura o ‘dipanaggio’ cioè all’avvolgimento del filo su rocchetti mondando la seta dalle parti difettose. Il filatoio provvedeva alla torcitura del filo. La tessitura chiudeva il ciclo. Nel 1847 esistevano attività con molti addetti, per fare un esempio, una azienda di un totale di 369, una filanda con 300 operai e e tre filatoi con 700 operai. Nell’inchiesta industriale del 1872 abbiamo ancora dei numeri notevoli e agli inizi del ventesimo secolo, la nostra industria vantava macchinari tessili esportati persino all’estero in tutte le regioni seriche del mondo: da Shanghai alla Russia degli Zar. Insieme alle macchine andarono in Russia montatori e ‘maestre’ per insegnarne l’uso agli stranieri. Oltre alla seta il nostro territorio vanta una notevole storia anche di cotonifici . Nel 1873, gli Hussy vantavano a Luino una tessitura per prodotti di qualità, come stoffe fantasia,fazzoletti, cotonine colorate. La tessitura era dotata di 100 telai acquistati in Svizzera e in Inghilterra cresciuti a 400 nel 1873. Nel 1878 in Svizzera gli Hussy si allearono con Winterthur e Vosch e impiantarono a lato della tessitura, una filatura che utilizzava la crescente importazione di cotone greggio dall’America. Grazie a queste innovazioni industriali gli Hussy installarono il primo telefono luinese tra lo stabilimento, la stazione e l’imbarcadero e nel 1926 davano lavoro a 1100 dipendenti”. (Informazioni Storia di Luino e delle sue valli di Pierangelo Frigerio, edito Macchione)

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